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martedì 31 Marzo 2026
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Guardia medica: oggi tocca a Celenza, ma domani al resto del Vastese

CELENZA SUL TRIGNO - Basta una mela al giorno e si toglie la guardia medica di torno. La soppressione della Guardia Medica, in un comune come Celenza Sul Trigno, distante molti Km dalle altre due guardie mediche (Palmoli e…

CELENZA SUL TRIGNO – Basta una mela al giorno e si toglie la guardia medica di torno. La soppressione della Guardia Medica, in un comune come Celenza Sul Trigno, distante molti Km dalle altre due guardie mediche (Palmoli e Carunchio) e dagli altri presidi sanitari, sta sollevando forti reazioni in paese e anche nei comuni limitrofi. I cittadini che si sono riuniti nel comitato “Terremoto Civico” sono, fortemente preoccupati ed amareggiati per il sistematico taglio dei servizi che penalizza sempre e solo le aree interne del vastese. In questo lembo di terra Abruzzese, negli anni hanno tagliato scuole, trasporti, le strade sono un colabrodo e ora si taglia la sanità locale. Si è iniziato con la chiusura dell’ospedale di Gissi e ora si prosegue con la chiusura delle guardie Mediche e del servizio di medicina pediatrica mentre il servizio ambulanza è presente H12 ed è senza medico a bordo. Tutti questi tagli, per il territorio dell’alto vastese significano mancanza di servizi e mancanza di punti di riferimento per i cittadini che vi abitano. Si rende conto la politica Abruzzese, che servizi come la scuola, la sanità e i trasporti sono fondamentali per i piccoli comuni? Le guardie mediche fungono da filtro per il pronto soccorso dell’ospedale. Se c’è da far quadrare i conti invece di tagliare i servizi dei piccoli comuni, bisogna tagliare altrove, iniziando dai veri sprechi della politica e per una volta si lascino stare “i servizi di prima necessità”… La verità è che siamo di fronte ad uno smantellamento completo dei servizi nei piccoli comuni. E allora dal comitato civico, rivolgono un appello accorato a tutti i cittadini del vastese: oggi è toccato a Celenza Sul Trigno, ma domani non sappiamo a chi potrà toccare. Allora, dobbiamo far sentire uniti la nostra voce.

Daniele Leone

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