Qualcuno già parla di «effetto Schlein», certo è che l’Asrem ha probabilmente sbagliato la tempistica nel comunicare quelle che vengono definite «importanti novità per l’assistenza sanitaria nell’Alto Molise». Forse l’azienda pensava, in qualche modo, con questo comunicato stampa, di smentire le parole della segretaria nazionale del Pd che nei giorni scorsi, proprio davanti a quell’ospedale simbolo dei tagli, ha denunciato la volontà del Governo nazionale di smantellare il sistema sanitario universalistico e gratuito, quello pubblico, a tutto vantaggio della sanità privata, un colossale business che coinvolge noti ed influenti esponenti di centrodestra, anche in Molise.

Il risultato finale, a livello mediatico, è che quella che sembra essere una buona notizia per il “Caracciolo”, cioè la riattivazione dell’attività chirurgica sia pure a bassa intensità e complessità, rischia di essere attribuita proprio alla presenza di Elly Schlein al capezzale dell’ospedale cittadino. «Visto? E’ bastato che la segretaria del Pd arrivasse in Agnone per far riaprire le sale operatorie» è il ritornello che si sente in città e sui social. Al di là di queste questioni propagandistiche, quel che fa notizia è che, dando per buone le parole dell’Asrem e del suo direttore generale, ed è già un grosso esercizio di fiducia, presso l’ospedale “San Francesco Caracciolo” di Agnone prendono ufficialmente il via le attività legate alla SSD Week and Day Surgery (Chirurgia Generale), affidata alla gestione del dottore Fabrizio Pastena.

Certo non sarebbe la prima volta che l’Asrem annuncia il potenziamento di un servizio per poi essere smentita clamorosamente dai fatti, soprattutto qui in Agnone e in questo presidio sanitario maltrattato e vilipeso dai vari direttori generali e dai presidenti della Regione di tutti i colori partitici. Al momento, tuttavia, sembra esserci una certa corrispondenza tra le chiacchiere e i fatti riscontrabili. L’attivazione del servizio Week and Day Surgery, che rientra nel piano di riorganizzazione della rete chirurgica e nell’istituzione della Struttura Semplice Dipartimentale incardinata presso il P.O. “Veneziale” di Isernia, spiegano dall’azienda sanitaria regionale, «segna un passo concreto verso il potenziamento dei servizi di chirurgia sul territorio».

Un annunciato potenziamento che è del tutto incoerente con quanto messo nero su bianco dai commissari ad acta alla sanità, che invece vogliono trasformare il “Caracciolo” in un ospedale di comunità, che di ospedale avrà solo il nome, perché al contrario sarà una struttura a gestione infermieristica. Su tutta la vicenda, tragicomica per certi versi, incombe la spada di Damocle della sospensiva del Tar, i cui giudici amministrativi si esprimeranno nel merito il prossimo dicembre, col fresco. Intanto l’Asrem, che sembra vivere dissociata dalla realtà, annuncia che per la struttura ospedaliera di Agnone sono state attivate «sia le agende per i primi accessi, sia quelle interne per la programmazione dell’attività chirurgica».

Si tratta in particolare delle prime visite di chirurgia generale: le agende pubbliche per la prenotazione delle prime visite ambulatoriali di Week and Day Surgery sono state aperte e rese visibili sul portale e sulla App CUP della Regione Molise. I cittadini potranno quindi prenotare direttamente le prestazioni chirurgiche di primo accesso. Per quanto riguarda gli interventi chirurgici, l’Asrem comunica che «contestualmente è stata abilitata l’agenda interna, riservata alla gestione e alla programmazione degli interventi in regime ambulatoriale e di Day Surgery eseguiti dall’équipe del Dr. Pastena».

«L’avvio formale delle agende del presidio alto-molisano – ha sottolineato il direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo, appena confermato al comando – risponde all’esigenza di offrire risposte concrete e tempestive ai bisogni di salute della popolazione, riducendo le liste d’attesa e consentendo ai pazienti dell’area di accedere alle prestazioni chirurgiche direttamente presso il presidio “Caracciolo”, senza dover necessariamente spostarsi verso altri centri regionali o fuori i confini molisani. Un segnale chiaro di attenzione e valorizzazione garantendo la continuità assistenziale ed una presa in carico tempestiva».

L’incongruenza tra quanto dice Asrem e quanto mettono nero su bianco i commissari ad acta appare del tutto evidente, mancando di qualsiasi logica, perché non si riaprono le sale operatorie di un ospedale che domani mattina si vuole trasformare in altro. Delle due l’una: o il direttore generale dell’Asrem non dialoga con la struttura commissariale e quindi ognuno naviga a vista e fa un po’ quello che vuole senza alcun raccordo né programmazione condivisa; oppure si tratta dell’ennesimo annuncio poco più che propagandistico, un palloncino che si sgonfierà nell’immediato come tutti gli altri spot e le innumerevoli promesse di rilancio dell’ospedale di confine e di area particolarmente disagiata di Agnone.
Francesco Bottone