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venerdì 7 Agosto 2026
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“Il Tesoro di Sant’Amico” torna in Alto Molise: la presentazione dell’opera prima di Francesco Lombardi

Sarà presentato oggi pomeriggio, dalle ore 18, presso la sala convegni di viale Emma Rossi, il volume "Il Tesoro di Sant'Amico. Tra devozione, guerra e riscoperta", opera prima di Francesco Lombardi, ex sindaco, pubblicata dalla casa editrice Terzo…

Sarà presentato oggi pomeriggio, dalle ore 18, presso la sala convegni di viale Emma Rossi, il volume “Il Tesoro di Sant’Amico. Tra devozione, guerra e riscoperta“, opera prima di Francesco Lombardi, ex sindaco, pubblicata dalla casa editrice Terzo Millennio. L’iniziativa è organizzata con il patrocinio di IRESMO, della Città di Sulmona, del Consorzio ASSOMAB Alto Molise e della Pro Loco di San Pietro Avellana. A dialogare con l’autore saranno Angela Caruso, docente di materie letterarie, e Giuseppe Iglieri, presidente di IRESMO. Interverrà inoltre Dora Catalano, storica dell’arte e già Soprintendente ABAP per il Molise, con un approfondimento dedicato al valore storico-artistico del Tesoro di Sant’Amico e al suo significato nel contesto del patrimonio culturale dell’Appennino.

Il volume è il risultato di un’approfondita ricerca storica e documentaria dedicata al Tesoro di Sant’Amico, il prezioso complesso di argenti liturgici appartenuto per secoli all’antico cenobio benedettino di San Pietro Avellana. Due calici medievali, una croce astile, un reliquiario e la testa-reliquiario del Santo costituivano uno dei più importanti nuclei di arte sacra dell’Appennino centrale. Nel 1943, per sottrarli ai bombardamenti della Linea Gustav, le opere furono trasferite a Montecassino e, successivamente, a Roma, perdendo progressivamente il loro legame con il territorio d’origine. «Questo libro nasce dal desiderio di restituire alla comunità di San Pietro Avellana una parte della propria memoria – afferma Francesco Lombardi –. Ogni documento ritrovato, ogni fotografia e ogni opera identificata hanno contribuito a ricostruire una storia che appartiene non soltanto al paese, ma all’intero Alto Molise. Credo che conoscere il proprio passato sia il primo passo per valorizzare davvero il territorio e costruirne il futuro».

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