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  • Il sindaco insegue un cinghiale e pubblica un video, finisce denunciato

    Il sindaco di San Fiorano (Lodi), al volante di un’automobile su un viottolo di campagna, insegue a gran velocità un cinghiale, si riprende con il cellulare e diffonde il video. E’ bastato questo affinché la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, associazione fondata e presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, abbia deciso di denunciare il primo cittadino per un presunto caso di maltrattamento di animali, illecito di disturbo della fauna selvatica e infrazione al codice della strada per uso del cellulare impegnando una mano durante la marcia, e addirittura di chiederne le dimissioni.

    «Si tratta – osserva Brambilla di un vero e proprio atto di “bullismo” nei confronti di un animale selvatico che ha la sola colpa di esistere, peraltro ripreso con il cellulare durante la guida».

    Il video è pubblicato sul sito del “Cittadino” di Lodi https://www.ilcittadino.it/videos/video/il-sindaco-ghidelli-insegue-il-cinghiale_1531_141/

    «Bell’esempio di civismo e di rispetto per le norme da parte di un sindaco. – continua Brambilla – Facile strombazzare al volante della propria auto contro una povera bestia impaurita. È – prosegue la deputata – l’ennesima dimostrazione, se ancora ve ne fosse bisogno, dell’atteggiamento persecutorio verso questi animali, trattati ormai come esseri nocivi e infestanti e da incalzare e sterminare in ogni modo. In realtà il cinghiale paga, con gli interessi, le conseguenze pluridecennali di veri e propri errori umani, come l’accelerato spopolamento delle aree rurali e soprattutto l’immissione in massa, per deliziare i cacciatori, di esemplari provenienti dal centro e dall’est europeo, più robusti, che hanno soppiantato le popolazioni nostrane».

    «In realtà la guerra ai cinghiali, e alla fauna selvatica in generale, non è solo condannabile dal punto di vista etico, è anche controproducente. – aggiunte Brambilla – Il problema della proliferazione merita un approccio più complessivo e non basato unicamente sulle fucilate, come immaginano certi Rambo di casa nostra. L’immagine che si vuol dare di questi animali – brutti, feroci e dannosi – è funzionale alla validazione, presso l’opinione pubblica, dei metodi più spicci e cruenti».

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