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  • Infermieri, Covid e tamponi rino-faringei: Magnocavallo scrive a l’Eco online

    Dal presidente dell’ordine degli infermieri di Isernia e Campobasso, Mariacristina Magnocavallo, riceviamo e pubblichiamo.

    In riferimento all’articolo pubblicato dalla vostra testata giornalistica “L’ECO” il giorno 23/10/2020 relativo all’esecuzione dei tamponi nella cittadina di Agnone, dopo innumerevoli segnalazioni da parte di colleghi infermieri, ed un’ attenta lettura dello stesso, appare evidente come nell’articolo si denigri e banalizzi il lavoro dei professionisti molisani che in questi mesi, superando innumerevoli criticità hanno contribuito all’esecuzione, alla raccolta e, molto spesso anche al trasporto presso
    l’unico laboratorio abilitato all’esecuzione degli esami, di centinaia di tamponi eseguiti su tutto il territorio molisano.
    Premesso che l’Infermiere è il professionista sanitario, iscritto all’Ordine delle Professioni Infermieristiche, che agisce in modo consapevole, autonomo e responsabile, nell’esercizio delle sue funzioni è sostenuto da un insieme di valori e di saperi scientifici (cit. art. 1 codice deontologico 2019). Egli viene formato per affrontare settings assistenziali di varia natura sia clinica sia assistenziale sia preventiva acquisendo competenze specifiche anche attraverso percorsi di formazione continua.

    Mariacristina Magnocavallo, presidente Opi Molise

    Quanto dichiarato all’interno dell’articolo in questione, lede l’immagine dei
    professionisti molisani che in questo particolare momento stanno effettuando un lavoro senza limiti di orario sforzo per garantire alla cittadinanza un servizio che, senza il contributo infermieristico sarebbe assente.
    “Ficcare” un tampone nella gola di un paziente collaborante, così come citato nell’articolo, per chi non è del mestiere potrebbe sembrare una banalità ma, sappiamo tutti che con questo virus non si può scherzare vista l’elevata contagiosità.
    Pertanto l’infermiere prima dell’esecuzione del tampone deve attuare delle
    procedure per evitare contagio a se stesso e ad altri, deve saper inserire tutti i dati anagrafici e anamnesi per inviare nei laboratori le giuste informazioni.
    Queste metodiche non si apprendono con un percorso formativo di base ma è necessaria una formazione specifica per evitare che l’operatore stesso venga contagiato dal virus. L’infermiere, inoltre, è il primo alleato del cittadino quindi tutti noi ci stiamo impegnando affinché questa alleanza possa esprimersi al meglio. Il messaggio che passa dall’articolo in questione non fa altro che aumentare la rabbia e la sfiducia della popolazione verso il SSR forse, al solo scopo di strumentalizzare la problematica per dei fini che alla nostra professione non interessano. Gli infermieri nell’esercizio delle proprie funzioni non fanno ne politica né demagogia ma offrono alla cittadinanza un servizio indispensabile.
    Pertanto questo Ordine vigilerà sempre e, difenderà l’immagine di tutti i
    professionisti infermieri molisani che tanto hanno dato e tanto continuano a dare ad un sistema sanitario regionale che ancora oggi non riconosce lo sforzo e l’impegno profuso per la salvaguardia della salute dei cittadini molisani e, si riserva di denunciare alle autorità competenti qualsiasi dichiarazione o affermazione che possa ledere l’immagine degli infermieri molisani.
    “La SALUTE non è tutto ma senza SALUTE tutto è niente ( cit. A
    Schopenhauer)

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