• Editoriale
  • La preside Paolella: «Stiamo vivendo la Storia in diretta, la guerra è omicidio antropologico»

    Pubblichiamo, di seguito, la riflessione rivolta ad alunni e docenti, ma anche alle famiglie e a tutto il personale della scuola, inviato dalla preside dell’istituto comprensivo di Castiglione Messer Marino, Anna Paolella, in merito alla situazione di guerra che si sta registrando alle porte orientali dell’Europa.

    Cari tutti, dopo due anni di pandemia, estenuanti e distruttivi sotto ogni punto di vista, mai avremmo pensato di vivere anche l’esperienza di un conflitto armato. Il secolo scorso, quello definito “il secolo breve” dallo storico Hobsbawm, ha visto lo svolgimento di due guerre mondiali la cui crudeltà ancora oggi ha riverberi importanti sugli equilibri internazionali e sulle dinamiche socioculturali. Il ‘900 ha visto anche la nascita di tanti focolai di guerra ancora in atto che stanno determinando un grande disorientamento politico e sociale e “un disordine mondiale di natura poco chiara e senza che ci sia un meccanismo ovvio per porvi fine o per tenerlo sotto controllo” (Hobsbawm, Il secolo breve).


    Oggi possiamo solo immaginare la portata e le conseguenze mondiali che la guerra appena avviata avrà sulle nostre vite e sulla stabilità sociale, nazionale e internazionale. Apparentemente la distanza dalle zone di combattimento ci fa percepire la guerra come un avvenimento lontano, che non incide in modo deciso e pesante sulla nostra quotidianità e sui nostri comportamenti, eppure l’eco delle deflagrazioni e la disperazione di migliaia di persone e di bambini ci giungono in modo chiaro attraverso le immagini della rete e dei telegiornali. In questo momento una parte del genere umano vive nel terrore di morire sotto le bombe, di perdere tutto e di non avere più un futuro di pace e di libertà. Si tratta di un omicidio antropologico che non trova alcuna giustificazione in un’epoca, quale quella contemporanea, attraversata dal progresso umano in ogni settore, da quello scientifico a quello economico e culturale. Sicuramente non abbiamo strumenti per poter fermare quanto sta accadendo, ma credo sia, ora più che mai, importante riflettere sul ruolo fondamentale che la scuola riveste nel riconoscimento, nell’affermazione e nella ricostruzione dei valori della vita e del rispetto dell’altro, inteso sia in senso individuale sia collettivo.


    Mi permetto di condividere con voi tutti le mie riflessioni perché credo che la scuola sia il luogo, fisico e intellettuale, capace di promuovere un nuovo umanesimo e di arginare la deriva sociale, politica e morale del destino del mondo. La scuola è la casa di tutti, l’unico ambiente capace di creare una nuova autocoscienza, di progettare un nuovo metodo di risoluzione delle problematiche attraverso un approccio interdisciplinare che trova nella conoscenza lo strumento di ripristino dell’armonia tra uomo e uomo. Invito i docenti a ritagliare uno spazio di riflessione nell’ambito delle loro attività curriculari per riflettere sui temi e sui concetti di autodeterminazione individuale, comunitaria e sociale, sul concetto di libertà, di democrazia, sull’evoluzione storica delle dinamiche socioculturali e delle relazioni tra i popoli.


    Stiamo vivendo la Storia in diretta, la stessa che le nuove generazioni studieranno sui testi scolastici di domani, per cui sarebbe opportuno che i bambini e i ragazzi seguissero i telegiornali e i dibattiti anche in orario scolastico, al fine conoscere i fatti e di analizzarli sotto la guida esperta dei docenti. La condivisione e la riflessione guidata in ambito scolastico possono contenere e limitare anche eventuali paure e il disorientamento ulteriore che i bambini e i ragazzi possono vivere in questo momento già caratterizzato da un forte disagio emotivo. Nel ringraziare tutta la comunità scolastica per l’attenzione e la cura che costantemente manifesta, chiudo questa riflessione con il pensiero di Edgar Morin, grande sociologo contemporaneo, “L’etica deve formarsi nelle menti a partire dalla coscienza che l’umano è allo stesso tempo individuo, parte di una società, parte di una specie“. (Edgar Morin, I sette saperi necessari all’educazione del futuro)

    Anna Paolella

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