Loading…
lunedì 23 Marzo 2026
In evidenza

Museo archeologico chiuso e reperti «deportati», un’altra «mazzata» per Pietrabbondante

Una «mazzata» dopo l'altra per la piccola comunità di Pietrabbondante: dopo l'esclusione, in zona Cesarini, dal "Bando Borghi", con la relativa perdita del finanziamento da venti milioni di euro, ora la «deportazione» di tutto il patrimonio archeologico del…

Una «mazzata» dopo l’altra per la piccola comunità di Pietrabbondante: dopo l’esclusione, in zona Cesarini, dal “Bando Borghi”, con la relativa perdita del finanziamento da venti milioni di euro, ora la «deportazione» di tutto il patrimonio archeologico del posto a Isernia, una spoliazione vera e propria. La denuncia pubblica arriva da Franco Valente, noto architetto originario di Capracotta, impegnato in una donchisciottesca battaglia contro la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Molise.

«Il Museo archeologico doveva essere aperto per Natale. – spiega il vulcanico Valente – Me lo aveva personalmente assicurato due anni fa il sindaco di Pietrabbondante, Antonio Di Pasquo, alla presenza del direttore Ventura. Il museo, che è una voragine erariale senza fondo, non verrà mai aperto perché tecnicamente è impossibile sistemarvi i reperti. La Corte dei Conti evidentemente non ha alcuna competenza ad accertare il danno immenso che sta provocando questo inutile mostro di cristallo. Mi meraviglio, peraltro, che dal cantiere siano scomparsi anche i cartelli previsti dalla norme in materia di opere pubbliche. Eppure siamo a meno di dieci metri dalla caserma di Carabinieri di Pietrabbondante. Probabilmente neanche i Carabinieri si sono accorti della sparizione».

Una sparizione, quella dei cartelli del cantiere, che fa il paio con la più preoccupante scomparsa dei tanti e importanti reperti archeologici rinvenuti in agro di Pietrabbondante nel corso del tempo.

«Questa è la seconda mazzata per l’amministrazione comunale di Pietrabbondante, – argomenta l’architetto – dopo l’intricata vicenda della revoca del finanziamento di venti milioni di euro per il borgo antico. La mazzata più pesante è stata data quando da Pietrabbondante è stato deportato, all’insaputa degli amministratori comunali, tutto il patrimonio archeologico degli ultimi 150 anni di scavi archeologici. A Pietrabbondante oggi non c’è più nemmeno un reperto. Tutto è stato trasferito nel Museo Archeologico di Santa Maria delle Monache a Isernia. Una “deportazione archeologica” – chiude Valente – che è costata varie centinaia di migliaia di euro. Isernia ringrazia e la Giunta regionale che ha finanziato il museo di Pietrabbondante tace. Questo è il Molise che non ci piace».

Sostieni la stampa libera, anche con 1 euro.

Lascia un commento