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  • Ospedale declassato, Saia: «Se pensano che subiremo le scelte in silenzio si sbagliano» e annuncia una mobilitazione

    «Il nuovo Programma Operativo Sanitario è stato approvato e prevede la riconversione del Caracciolo in ospedale di comunità. Questo significa che il presidio di Agnone verrà svuotato, il Pronto Soccorso cancellato, retrocesso a semplice punto di primo intervento. Per settimane, come amministrazione comunale e insieme ai cittadini, abbiamo lottato con le unghie e con i denti, per settimane abbiamo ascoltato rassicurazioni arrivate anche da esponenti politici di primo piano. Manifestazioni in piazza, Conferenze dei Sindaci, incentivi ai medici. E ora? Tutto vanificato».

    Amarezza. E’ quello che traspare dalle parole del sindaco di Agnone, Daniele Saia, dopo la notizia che nel nuovo Pos stilato dai commissari ad acta alla sanità, l’ospedale cittadino è stato declassato a struttura a gestione infermieristica.

    «Oggi, il Programma Operativo Sanitario dei commissari ad acta Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo annulla completamente ogni sforzo. – riprende Saia – Questa non è una riorganizzazione. È un ridimensionamento pesantissimo che colpisce al cuore un territorio già fragile. E questo colpo ha nomi e cognomi. Invito i commissari e tutti coloro che hanno avuto responsabilità nel processo decisionale a venire a spiegare in pubblica piazza questa scelta ai cittadini. Questi tagli sono contrari ai principi costituzionali e vanno a colpire la dignità delle persone, di fatto creando una distinzione tra cittadini di serie A e di serie B».

    «Un intero territorio, quello dell’Alto Molise, è stato condannato a morte. – aggiunge il sindaco che fino a ieri era speranzoso in merito alle sorti del “Caracciolo” – Ogni forma di compensazione è inutile. È inutile riempirsi la bocca di interventi per le Aree Interne quando da un lato si finanziano azioni collaterali e dall’altro si tagliano i servizi essenziali. A questo punto, non serve a nulla fare investimenti in queste zone perché di questo passo tutti i cittadini sceglieranno di andare via. Tra l’altro, la decisione su Agnone arriva proprio nel momento in cui in Conferenza Stato-Regioni si discute sul riparto delle quote del fondo sanitario anche in funzione della densità abitativa e delle esigenze particolari dei territori, un piano che dovrebbe favorire le aree più spopolate».

    «In Molise, però, tutto procede in direzione opposta.Togliere un Pronto Soccorso significa esporre i cittadini a rischi concreti. – aggiunge Saia in chiusura – Significa dire che chi vive nelle Aree Internepuò essere sacrificato. Ora basta. Se i responsabili della fine di un territorio pensano che subiremo le scelte in silenzio, si sbagliano di grosso. Metteremo in campo tutte le azioni possibili. Nelle prossime ore contatterò tutti i sindaci del territorio per organizzarci. Perché questa non è una battaglia per Agnone, ma è una battaglia per la dignità di un intero territorio. Da soli non andiamo da nessuna parte, insieme possiamo fare la differenza. Sindaci e cittadini uniti. Non accetteremo che il nostro futuro venga cancellato».

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