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  • Pagamento Tari, l’F24 non viene recapitato: il Comune di Belmonte costretto a metterci una pezza

    Per un disguido probabilmente imputabile a Poste Italiane, almeno questa è la versione fornita dall’amministrazione comunale in seguito ai reclami dei diretti interessati, nelle missive inviate ai concittadini residenti e non di Belmonte del Sannio non sono stati inseriti i modelli F24 per il pagamento della tassa sui rifiuti. I cittadini di Belmonte, hanno ricevuto, nei giorni scorsi, l’avviso di pagamento inviato del Comune relativo alla tassa sui rifiuti.

    Il sindaco Borrelli con la prefetto di Isernia (foto di repertorio)

    Nel plico postale, tuttavia, non è stata inserita la documentazione che permette di saldare le relative fatture. E così nei giorni scorsi, consiglieri ed assessori comunali sono stati visti in giro per le case del paese e nelle campagne, impegnati a consegnare l’indispensabile allegato non inserito all’interno degli avvisi recapitati da Poste Italiane. Increduli, i residenti e anche i belmontesi che vivono fuori per motivi di lavoro, hanno chiesto conto al Comune dell’evidente disguido. Immediata la reazione dell’amministrazione comunale che, con un salto all’indietro come una sorta di macchina del tempo, ha rispolverato la figura del messo notificatore, incaricando il poco personale dipendente di consegnare a mano, porta a porta, l’agognato documento.

    E siccome il personale è risicato e avrebbe impiegato una eternità a completare le consegne porta a porta, ecco che sono entrati in gioco i consiglieri comunali, ciascuno dei quali si è premurato di effettuare le consegne a mano nel proprio vicinato. Resta da capire, come suggerisce qualcuno, come siano andate effettivamente le cose, cioè chi abbia causato questo disservizio e soprattutto se non si possa ravvisare una sorta di danno erariale per il Municipio, che presumibilmente ha pagato per un servizio di consegna che invece è stato di fatto monco e mancante di un elemento essenziale, come appunto il modello F24.

    Infine, è ancora l’obiezione che arriva da alcuni residenti, non si comprende come si procederà alla consegna dei modelli per chi non si trova materialmente in paese, ma abita in altre città italiane o peggio all’estero. Il Comune dovrà pagare una seconda volta per effettuare la consegna? Domande legittime che probabilmente verranno formulate e formalizzate anche in Consiglio comunale da qualche esponente dell’opposizione.

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