Una strada provinciale che collega due regioni e due province, quasi tre a dire il vero, e da decenni attende interventi di messa in sicurezza. Buche, frane, smottamenti, restringimenti della carreggiata, traffico limitato, deviazioni, cantieri perenni e disagi per gli automobilisti che ogni giorno sono costretti a percorrerla da e per l’Alto Molise verso la fondovalle Sangro e l’Abruzzo e la costa adriatica.

Da decenni non vola una mosca, poi a qualche mese dalle amministrative di Agnone, con il presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia, che sarà nuovamente candidato alle comunali, alcuni sindaci di zona, molto vicini al centrodestra, si scaldano e convocano addirittura una manifestazione di piazza, una protesta in fascia tricolore, per chiedere la messa in sicurezza di quella strada dimenticata dalle istituzioni. Il sospetto che si sia trattato di una protesta ad orologeria è più che legittimo, considerando la tempistica, perché appunto quella arteria attende interventi di sistemazione da decenni.

Addirittura da quasi dieci anni si parla di ri-statalizzazione per la sp 88 Sangrina, ma ad oggi nulla è stato fatto. Come anche per la sp 86 Istonia, quella che comprende il ponte sul Sente chiuso al traffico dal 2018. Dieci anni dopo, dunque, i sindaci di zona si svegliano all’improvviso dal torpore che fino ad oggi li ha ammantati e ammansiti e scoppia il “caso” della provinciale Sangrina. A smentire operazioni e macchinazioni politiche finalizzate a mettere in cattiva luce il ri-candidato sindaco di Agnone, Daniele Saia, è la sindaca di San Pietro Avellana, Simona De Caprio.

Affidandosi ad una testata on line, la prima cittadina smentisce implicazioni e risvolti politici della protesta su strada inscenata sabato scorso. «Respingo con forza – dichiara infatti la sindaca – l’idea secondo cui i sindaci avrebbero “protestato contro se stessi”. È un’affermazione priva di fondamento, formulata da chi probabilmente ignora, o finge di ignorare, che i sindaci non dispongono né delle competenze né delle risorse per intervenire direttamente sulla viabilità provinciale».

Chiaramente non ne dispongono, ma è anche vero che da diversi anni a questa parte, da quando ciè quella strada versa in completo dissesto, la sindaca Di Caprio non ha aperto mai bocca sulla vicenda, mentre oggi lo fa, guarda caso. «Non comprendiamo – aggiunge Simona De Caprio – l’accanimento di qualche testata giornalistica nei nostri confronti. Invece di puntare il dito contro chi, da anni, non garantisce interventi adeguati su una strada fondamentale, si preferisce colpire i sindaci, che hanno avuto il merito di agire uniti per accendere i riflettori su un problema reale».

Il riferimento è all’Eco dell’Alto Molise che in un caustico editoriale ha titolato: “Provinciale 88 Sangrina: i sindaci sfilano contro se stessi e l’onorevole Bagnai si è perso per strada“. Apriti cielo, lesa maestà. Ma mentre tutti gli altri sindaci, di Abruzzo e Molise, hanno accettato la critica del giornalista, Simona De Caprio, in solitaria, non ci sta e passa al contrattacco. E infatti difende anche la presenza del parlamentare della Lega, eletto in Abruzzo, l’onorevole Alberto Bagnai, che viene letta come un «segnale positivo di attenzione istituzionale e non come una strumentalizzazione politica, nell’ottica di una battaglia che riguarda territori e cittadini, non schieramenti».

Lo stesso Bagnai ha scritto sui suoi canali social: «Ho sconfinato, portando la mia assenza in Molise: il parlamentare che non esiste nella regione che non esiste, per ascoltare i cittadini di Sant’Angelo del Pesco in vista dell’apertura di un dialogo istituzionale che ho promosso per il 19 febbraio a Roma». Dialogo e interessamento che arrivano dopo dieci anni di assoluto silenzio da parte dell’onorevole Bagnai che prima è stato senatore.

Al netto delle polemiche, che politicamente possono anche essere comprensibili, tuttavia, la posizione della sindaca Simona De Caprio risulta chiara e viene ribadita alla nostra redazione che l’ha raggiunta telefonicamente: «Comprendiamo, come sindaci, quello che ha spiegato il presidente Saia e cioè che la “coperta è corta”, perché dal Ministero arrivano sempre meno fondi e trasferimenti per la viabilità, tuttavia questa benedetta coperta andrebbe impiegata in maniera più equa su tutto il territorio, pesando anche quelle che sono le priorità di intervento. Quel che è certo è che in Alto Molise siamo cittadini e italiani esattamente come nel resto d’Italia e abbiamo diritti come tutti gli altri. Anche perché se non si assicurano almeno i diritti fondamentali, come appunto quello alla mobilità su strade sicure, si alimenta ancora di più lo spopolamento delle aree interne e montane».