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  • Toma al ‘Caracciolo’, Greco: “Ennesima passerrella e problemi irrisolti”

    “Pur conoscendo a memoria la situazione del Caracciolo perché sollevata fino alla nausea dal M5S in Consiglio regionale, Donato Toma continua a fare passerelle che non producono nulla. Dopo aver perso tre anni, il neo commissario si ricorda che l’ospedale di Agnone è privo di uno strumento come la Tac e al tempo stesso viene a parlare di Pos. Tutti sanno, finanche le pietre, che per l’unico ospedale di area disagiata presente in regione, il Pos prevede una serie di servizi – tra i quali la Day surgery – i quali andavano attivati già in passato, circostanza mai attuata anche per l’inerzia del dg Asrem, Oreste Florenzano, che non ha raggiunto gli obiettivi prefissati dimostrando una generale incapacità di offrire soluzioni”.

    Saia saluta Toma e Florenzano in Comune

    E’ il commento di Andrea Greco, capogruppo del M5S in Consiglio regionale che non si lascia sfuggire l’occassione per bacchettare il tandem Toma-Florenzano in visita nell’ospedale di confine.

    “Di prese in giro, promesse e proclami – aggiunge Greco – sinceramente gli altomolisani ne hanno le scatole piene come pure chi con sacrificio continua ad investire in questo territorio e giustamente pretende servizi efficienti. Toma e Florenzano devono capire che venire al Caracciolo significa portare atti concreti contrariamente a fare chiacchiere inconcludenti”.

    Poi Greco chiama in causa il primo cittadino di Agnone che insieme ad alcuni componenti della sua maggioranza ha accompagnato Toma e Florenzano nel giro in ospedale. “Al sindaco Saia, che riveste il ruolo di presidente della Conferenza dei sindaci, inoltre ricordo che può richiedere l’allontanamento del dg Asrem nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivi. Non farlo significherebbe essere complice di un sistema che vuole azzerare la sanità nelle aree di montagna. Naturalmente l’augurio è di essere smentito con i fatti, ma ad ogni modo – conclude Greco – il ritardo con cui ci verranno eventualmente assicurati dei nuovi servizi è imperdonabile e compromette l’organizzazione lavorativa dell’ospedale”.

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