Sembra la trama di un film, invece è la triste realtà. Solo nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della stazione di Archi, coadiuvati dai colleghi di altri comandi di zona, hanno tratto in arresto due campani, colti in flagranza di reato, con la refurtiva, dopo aver truffato uno o più anziani nell’abitato di Tornareccio.

Neanche il tempo di convalidare gli arresti, con l’autorità giudiziaria di Lanciano che ha disposto per i due sospettati la misura dell’obbligo di dimora a Napoli, che altri due “colleghi” truffatori e ladri sono entrati in azione, nel pomeriggio di oggi, sempre a Tornareccio. Segno evidente che c’è una vera e propria banda organizzata che ha preso di mira il paese dell’entroterra del Chietino, con la palese complicità di qualche “talpa” locale che dà le giuste indicazioni ai complici.

Stando alle indiscrezioni circolate in paese i delinquenti hanno preso di mira un’anziana che vive all’ingresso del paese. La solita telefonata del finto nipote con dei guai con la giustizia e i complici che si sono presentati a casa della donna per ritirare denaro contante e preziosi. La sventurata, quando si è resa conto di essere stata truffata, pare abbia accusato un malore. Sull’accaduto indagano i Carabinieri.

Ora la Prefetto di Chieti convocherà una seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza e disporrà, come ogni volta, maggiori controlli sul territorio. E così la pratica sarà a posto. Al di là delle carte e della burocrazia ci sono i cittadini che chiedono sicurezza e per garantirla serve personale. Nelle caserme servono uomini, perché se si lascia una stazione con il solo maresciallo comandante e due carabinieri è del tutto evidente che risulta piuttosto difficile anche fare i turni e assicurare i servizi esterni.