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  • Turismo post pandemia, boom di prenotazioni in alto Molise

    Costituito principalmente da piccoli paesi di collina e da borghi ameni di montagna, il Molise è una regione tutta da scoprire. E non solo da parte del visitatore più attento, curioso ed esigente bensì da coppie e famiglie semplicemente in cerca di tranquillità. Anche grazie alla bassa densità di popolazione e alla scarsa industrializzazione, offre sempre esperienze genuine e semplici da vivere in luoghi poco affollati, sempre a contatto con la natura. La cucina è a sua volta ricca, caratterizzata da sapori autentici e da ingredienti ricercati come il tartufo. Non a caso, il New York Times l’ha inserita tra i 52 posti da visitare nel mondo nel 2020. Complice la pandemia, che ha spinto tanti turisti italiani a cercare mete più isolate e lontane dalle rotte più frequentate, oggi il Molise registra un forte incremento delle prenotazioni turistiche.

    E’ quanto riporta il sito repubblica.it in un pezzo a firma di Flaminia Giurato.

    Una veduta dall’alto dell’Atene del Sannio, ovvero Agnone (foto Fabio Verdone)

    Tra i borghi storici più richiesti – scrive la giornalista – Agnone, tra campane e caciocavallo; Capracotta, con il Giardino della flora appenninica; Carpinone, con le sue cascate. È un territorio ideale per il turismo slow e sostenibile, per fare escursioni, tour in mountain bike e e-bike ma anche per vivere le emozioni del rafting e della canoa sul fiume Sangro. E non finisce qui, perché la regione offre anche la possibilità di immergersi nella storia, visitando le aree archeologiche sannite come quella di Pietrabbondante, e nella biodiversità, recandosi nelle oasi naturali come la Riserva Mab Unesco Alto Molise.

    Nel meraviglioso contesto naturale dell’Appennino molisano-abruzzese si adagia Borgotufi, albergo diffuso di Castel del Giudice, in provincia di Isernia, che offre la possibilità di programmare un viaggio esperienziale nella natura. Immerso in un paesaggio puro e selvaggio, tra i boschi, il fiume Sangro, i campi di grano, i meleti autoctoni (celebri sono le coltivazioni di mele biologiche), gli orti ed i vigneti, il paese è rinato grazie al recupero o, meglio, alla rigenerazione di stalle abbandonate e case in disuso, diventando esempio per tutte le aree interne italiane. Oltre alle case, in pietra di tufo con arredi in legno massello e dettagli in ferro battuto, il borgo ospita un ristorante ed un centro benessere.

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