Un momento carico di emozione e significato quello vissato nel fine settimana scorso nell’Aula Paolo VI, dove Papa Leone XIV ha incontrato i rappresentanti delle istituzioni e degli enti che hanno reso possibile l’organizzazione del Giubileo. Tra i presenti, una delegazione particolarmente significativa: Pasquale Marinelli, accompagnato dalla moglie Rosita, co-titolare della storica Fonderia Marinelli di Agnone, che da un secolo si fregia del prestigioso stemma pontificio.
Durante l’udienza, il Santo Padre ha espresso parole di profonda gratitudine: “Grazie a voi, Roma ha saputo mostrare a pellegrini e visitatori il suo volto più autentico di casa accogliente, di comunità aperta, gioviale e al tempo stesso discreta e rispettosa, permettendo a ciascuno di vivere con frutto questo straordinario momento di fede”.
L’incontro si è fatto ancora più intenso quando è giunto il momento della stretta di mano personale. “È stata un’emozione travolgente, un dono autentico della Provvidenza”, ha confessato Pasquale Marinelli con voce commossa. “Rivedere il Santo Padre ci ha riempito il cuore. Ho voluto rinnovare personalmente il nostro invito più sentito: la nostra fonderia, la nostra comunità, l’intero Molise attendono con immensa speranza il suo arrivo ad Agnone”.
Un appello che riecheggia una pagina di storia: era il 19 marzo 1995 quando San Giovanni Paolo II varcò la soglia dell’umile ma straordinario opificio molisano, accolto dal tripudio della popolazione e dal suono solenne delle campane forgiate da generazioni di maestri campanari. Una visita che segnò profondamente la memoria collettiva di un territorio che custodisce con orgoglio una delle più antiche tradizioni artigianali d’Europa.
Oggi, a distanza di tre decenni, la Fonderia Marinelli continua a far risuonare nel mondo la sua arte millenaria, portando ovunque il messaggio di una terra laboriosa e fedele. E l’invito rivolto a Papa Leone è l’espressione di una comunità che non dimentica, che crede nel valore delle radici e che sogna di poter abbracciare il Successore di Pietro tra le vie dell’antico borgo molisano.