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  • Giovani disinteressati alla politica, il 22enne Sergio Verdile: “Questione di metodo. In giro troppi ‘dinasauri'”

    “Le dichiarazioni sul presunto disinteresse dei giovani verso la politica locale è un’analisi che ritengo parziale e che rischia di diventare un comodo alibi per non affrontare le reali cause della distanza tra nuove generazioni e impegno pubblico. L’attuale incapacità della coalizione di centrodestra di trovare una sintesi non è solo un problema di nomi o di pesi tra partiti; è il segnale di una politica che fatica a darsi un progetto di ampio respiro. Quando il dibattito resta ostaggio di veti incrociati e personalismi, il distacco dei giovani non va letto come apatia, ma come una legittima reazione di sfiducia. Ci si allontana quando si percepisce che le decisioni fondamentali vengono prese altrove e che gli spazi di partecipazione offerti sono puramente formali”.

    Alla vigilia delle comunali di Agnone e dopo un’intervista rilasciata a l’Eco online da un ex assessore di Palazzo San Francesco che ha tirato in ballo il mondo giovanile, arriva la replica di Sergio Verdile, 22enne agnonese, laureato in ingegneria energetica, senatore accademico presso l’Università di Modena – Reggio Emilia.  “L’esperienza del recente passato, anche sul fronte opposto del centrosinistra, dovrebbe essere d’insegnamento: creare ‘contenitori giovanili’ nati solo a ridosso del voto per intercettare consenso non significa fare formazione politica, ma solo marketing elettorale. Strutture del genere non costruiscono una classe dirigente autonoma, anzi, rafforzano l’idea che i giovani siano utili solo come ‘portatori di voti’ in campagna elettorale, per poi essere messi da parte – aggiunge Verdile -. La mia esperienza personale mi dice altro: quando ai giovani vengono affidate responsabilità concrete e viene chiesto loro di contribuire con idee, tempo e visione, la risposta è vibrante e propositiva. Il problema, dunque, non è generazionale, ma di metodo e di cultura politica”.

    Infine conclude: “Se il centrodestra agnonese fatica a trovare un’unità, dovrebbe interrogarsi proprio su questo: sulla capacità di rinnovarsi davvero e di aprirsi a nuove energie in modo credibile e costante. In una comunità che lotta ogni giorno contro lo spopolamento, il coinvolgimento autentico delle nuove generazioni non è uno slogan, ma l’unica strategia politica possibile per non rassegnarsi al declino del territorio”.

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