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  • Dal cantiere alla finale di Coppa Italia: capitan Brunetti e l’Agnonese al bivio con la storia

    La mattina alza muri, la domenica prova ad abbattere le difese avversarie. Angelo Brunetti, classe 2002, impasta cemento e responsabilità con la stessa serietà. Come Antonio Orlando, storico capitano dell’anno della Serie D, anche lui vive il calcio senza scorciatoie: lavoro, sacrificio, allenamenti, umiltà. Poi la domenica, la fascia granata al braccio, ereditata da Pippo Litterio, e Agnone che si riconosce in quel ragazzo arrivato da Marano di Napoli e diventato, stagione dopo stagione, il volto del Grifo. Cinque anni con questa maglia, da quest’anno capitano per merito. Una leadership costruita fuori dal campo prima ancora che dentro: tra cantieri, studio (cinque esami alla laurea in Scienze Motorie) e un’idea di calcio che non fa distinzione tra fatica e passione. Alla vigilia della finale di Coppa Italia regionale, in programma domenica allo stadio “Lancellotta” di Isernia contro il Venafro, Brunetti misura le parole ma non le ambizioni: «Siamo davanti a un bivio che può portarci a scrivere la storia. Siamo pronti, carichi nel modo giusto. Sarà una sfida durissima, ma la giocheremo a viso aperto».

    Non è una frase di circostanza. In 59 anni di vita, il Grifo non si era mai affacciato a questo appuntamento. Dopo i fasti della Serie D, quello di domenica rappresenta forse il momento più alto dell’era del presidente Mario Russo, operaio anche lui, a capo di una società costruita su lavoro, coerenza e appartenenza. Brunetti incarna tutto questo. Sette gol tra campionato e Coppa, ma soprattutto equilibrio, personalità, senso del tempo della partita. È il punto di riferimento e motore del centrocampo disegnato da Domenico Farrocco, il primo a prendersi responsabilità, l’ultimo ad abbassare lo sguardo. Anche ora che un infortunio, rimediato contro l’Alife, prova a tenerlo lontano dal campo: «Ce la sto mettendo tutta. Voglio esserci, voglio dare una mano alla squadra e provare a portare a casa questo titolo prestigioso. Per vincere servirà la gara della vita, il massimo su ogni pallone».

    Rispetto sì, timore no: «Il Venafro ha esperienza, qualità individuali e giocatori che sanno decidere le partite. Noi rispondiamo con motivazioni, intensità e la freschezza atletica di una rosa giovane che ha fame di successi». L’unica sconfitta stagionale dei bianconeri è arrivata proprio contro l’Agnone, al Civitelle (4-1). Un precedente che il capitano invita a cancellare: «Quella partita va dimenticata. La finale è un’altra storia, una partita secca in cui può succedere di tutto».

    E allora cosa farà la differenza?
    «La concentrazione. Chi sbaglia meno, alza la Coppa».
    Agnone ormai è casa: «Amo questo paese. Il granata lo sento tatuato sulla pelle. Voglio ringraziare la società, i dirigenti, lo staff medico: sono sempre al nostro fianco, non ci fanno mancare nulla. Questa eventuale gioia avrebbe un sapore speciale anche per loro».
    Con l’arrivo di mister Farrocco, qualcosa è cambiato: «Abbiamo fatto un salto di qualità. È una persona eccezionale, molto attento all’organizzazione ma soprattutto alla mentalità. Ci ha resi più consapevoli, più affamati, sempre sul pezzo».
    In squadra c’è anche suo fratello: «Il nostro rapporto è straordinario. Ci aiutiamo tanto. È cresciuto molto e spero che domenica confermi il suo momento, come tutta la squadra».
    Chi può essere l’uomo decisivo?
    «Sarebbe facile dire bomber Cardoso, ma questa finale si vince solo se spinge tutto il gruppo».
    Se dicessi a voi la Coppa, al Venafro il campionato.
    «Da buon napoletano non faccio pronostici, ma seguo il motto: l’appetito vien mangiando».
    Insomma, ci credete davvero?
    «Non potrebbe essere altrimenti. Vogliamo arrivare fino in fondo».
    Con un ultimo pensiero ai tifosi: «So che si stanno organizzando. Speriamo siano in tanti: la loro spinta può fare la differenza».

    Perché domenica non è solo una finale. È il punto d’incontro tra fatica e sogno. E Angelo Brunetti, muratore e capitano, è pronto a costruire l’opera più importante.

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