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  • Ponte Sente chiuso, disastro economico: la conta delle serrande abbassate tra Castiglione e Belmonte

    Raffaele Donatelli, detto Lelo, titolare di un salone di parrucchiere a Castiglione Messer Marino, era presente, ieri mattina, insieme al collega Rai Pasquale Bartolomeo, all’imbocco del viadotto Sente, sul versante molisano.

    «I miei clienti, prima della chiusura al traffico del ponte, arrivavano da tutti i paesi limitrofi, in particolare da Belmonte del Sannio, Poggio Sannita e anche da Agnone. Clienti che ho perso progressivamente dal 2018, dalla chiusura del viadotto appunto, con il traffico deviato sul vecchio tracciato della ex statale Istonia, la cosiddetta “mulattiera“». Problemi non solo di viabilità e di isolamento territoriale e sociale, dunque, ma anche di tipo economico quelli causati dalla inopinata e perdurante chiusura al traffico per un «imminente rischio crollo» del viadotto “Longo” sul fiume Sente. Negli ultimi mesi, solo per fare qualche esempio concreto, a Belmonte ben tre attività commerciali hanno abbassato la saracinesca. La contrazione del volume di affari, causata dall’isolamento e dalla interrotta circolazione di persone tra l’Alto Molise e l’Alto Vastese, ha stroncato anche la passione e la buona volontà degli imprenditori che eroicamente cercano di fare impresa e fornire servizi in Alto Molise.

    A rincarare la dose, parlando dei disagi cui sono costretti i cittadini al di qua e al di là del ponte, è il geometra Antonino Mastrangelo, che vive a Belmonte del Sannio, ma è originario proprio di Castiglione Messer Marino. «Già nel 2022 a Belmonte del Sannio ha chiuso una pizzeria storica, da sempre molto frequentata dai residenti e dai clienti che arrivano anche dall’Alto Vastese. Nel 2025 hanno chiuso altre tre attività: un forno, una parrucchiera e una trattoria molto conosciuta. Anche a Castiglione Messer Marino, dall’altro lato del ponte quindi, nel 2019 ha chiuso una pizzeria e nel 2024 hanno chiuso altre due attività, un ristorante di frazione Padulo e un negozio di calzature. Nel 2025 ha chiuso infine un negozio di generi alimentari».

    La conta delle serrande abbassate, dunque, si allunga ogni giorno di più. Danni inflitti al tessuto economico di un territorio già fragile, perché montano e interno, che si ripercuotono negativamente incrementando l’isolamento e l’abbandono delle “terre alte” tra l’Abruzzo e il Molise. Numeri preoccupanti e allarmanti e dopo otto anni di chiusura al traffico del viadotto “Longo” e considerato che le cose andranno per le lunghe, sarebbe quasi il caso di dichiarare lo stato di calamità e di emergenza. Potrebbe occuparsene, per competenza, l’assessore regionale Marone.

    Francesco Bottone

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