• In evidenza
  • Il Corriere della Sera festeggia 150 anni dalla nascita, un agnonese tra i primi corrispondenti

    Il Corriere della Sera celebra un secolo e mezzo di storia. In quella lunga vicenda fatta di notizie, inchiostro e carta stampata, c’è anche un nome che riporta ad Agnone: quello di Vincenzo Labanca, tra i primi collaboratori del quotidiano milanese.

    Fondato nel 1876 da Eugenio Torelli Viollier, il Corriere della Sera nacque in un’Italia ancora giovane e in rapida trasformazione. Tra coloro che contribuirono agli esordi del giornale figurava proprio Labanca, che ne fu corrispondente da Roma e amico personale del fondatore e primo direttore.

    Nato ad Agnone nel 1849, Vincenzo Labanca apparteneva a una famiglia di grande tradizione culturale. Era infatti nipote del filosofo Baldassarre Labanca, figura di primo piano del pensiero italiano dell’Ottocento, al quale in seguito è stata intitolata la biblioteca comunale della cittadina altomolisana. Laureato in Giurisprudenza, scelse presto la strada del giornalismo, dedicandosi con passione alla scrittura e alla cronaca politica e culturale.

    Le cronache familiari, tramandate nel tempo, raccontano anche di un legame sentimentale con Matilde Serao, una delle più importanti scrittrici e giornaliste italiane dell’epoca, pioniera della presenza femminile nel giornalismo nazionale. Un dettaglio che contribuisce ad arricchire il profilo di un personaggio inserito a pieno titolo nei circoli culturali dell’Italia postunitaria.

    Il nome di Vincenzo Labanca è oggi associato alla stagione pionieristica del giornalismo italiano. Dopo l’esperienza al Corriere della Sera, proseguì la sua carriera al quotidiano Il Roma, attivo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, consolidando il proprio ruolo nel panorama dell’informazione dell’epoca.

    Colpito dalla cecità negli ultimi anni della sua vita, tornò ad Agnone. Qui, nel 1908, fondò il giornale L’Eco del Sannio, esperienza editoriale che però venne ostacolata durante il periodo del regime fascista e costretta a sospendere le pubblicazioni a causa delle pressioni delle autorità.

    Vincenzo Labanca morì nel 1934, lasciando un’eredità culturale e giornalistica ancora oggi ricordata nella sua terra d’origine. Ad Agnone vivono tuttora alcuni suoi discendenti, tra cui Vittorio Labanca, direttore del mensile cartaceo L’Eco dell’Alto Molise – Vastese.

    Nella biblioteca comunale intitolata a Baldassarre Labanca è inoltre custodita una rarissima copia del Corriere della Sera del 1867, un documento di grande valore storico. Negli ultimi mesi è stata consultata anche da due firme di primo piano del giornalismo italiano contemporaneo: Massimo Gramellini e Ferruccio De Bortoli.

    Un piccolo frammento di storia locale che si intreccia con la grande storia del giornalismo nazionale.

    Sostieni la stampa libera, anche con 1 euro.

    Lascia un commento