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giovedì 25 Giugno 2026
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Gamberale, Greco: “In Molise si continua a viaggiare su strade dissestate, ma poi si va in Abruzzo a tagliare nastri”

«Prima che si materializzi il solito plotone di profili fake con il casco già allacciato e il ditino sulla tastiera, chiariamo una cosa: la variante della Fondovalle Sangro è un’infrastruttura importante e qualsiasi investimento che renda più agevoli…

«Prima che si materializzi il solito plotone di profili fake con il casco già allacciato e il ditino sulla tastiera, chiariamo una cosa: la variante della Fondovalle Sangro è un’infrastruttura importante e qualsiasi investimento che renda più agevoli i collegamenti con il Molise rappresenta una buona notizia». Andrea Greco, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, mette subito in chiaro di non contestare l’opera, ma il modo in cui viene raccontata.

Nel mirino finisce la partecipazione del presidente della Regione Molise alla cerimonia per l’avanzamento del lotto Gamberale-Quadri della SS 652. «C’è qualcosa di irresistibilmente fantozziano nel vedere il presidente della Regione Molise celebrare un’opera che ricade integralmente in Abruzzo», osserva Greco.

Secondo l’esponente pentastellato, il contrasto con la situazione del territorio molisano è evidente. «Da una parte c’è la provincia di Isernia, alle prese con collegamenti pessimi, una rete stradale segnata da criticità storiche e comunità costrette a fare i conti con una mobilità precaria. La rete infrastrutturale della provincia è tra le peggiori d’Europa, senza se e senza ma». Dall’altra, aggiunge, «arrivano le foto di rito davanti a un cantiere che si sviluppa tra Gamberale, Pizzoferrato, Borrello e Quadri, tutti comuni della provincia di Chieti».

Per Greco la scena assume i contorni della commedia all’italiana. «Non avendo una grande infrastruttura da esibire, si oltrepassa il confine regionale per mettersi in posa davanti a quella dei vicini. Più che un appuntamento istituzionale, ha ricordato una scena alla Cetto La Qualunque: tutti con il casco, mancava soltanto la banda musicale».

Il consigliere regionale di Agnone riconosce il valore dell’intervento. «Parliamo di oltre 200 milioni di euro di investimento, di una galleria naturale lunga quasi due chilometri e mezzo, di viadotti e opere di consolidamento complesse. È evidente che potrà facilitare alcuni spostamenti e produrre benefici indiretti anche per una parte dell’Alto Molise». Una volta completata, prosegue, «l’opera renderà più agevoli i collegamenti verso l’area di Castel di Sangro, una realtà che, a differenza delle nostre aree interne purtroppo desertificate, ha saputo mantenere una visione di sviluppo e una significativa capacità di tenuta anche sul piano demografico».

Ma da qui a trasformare il cantiere in un successo del Molise, per Greco, la distanza è notevole. «Non siamo davanti a una nuova arteria costruita sul territorio regionale né a un’opera destinata a cambiare il volto della mobilità molisana. Gli effetti positivi ci saranno, ma arriveranno tra diversi anni e resteranno circoscritti. Non giustificano certo i toni roboanti di un’inaugurazione storica».

Da qui la stoccata politica. «Sarebbe più dignitoso tagliare un nastro per la riapertura di una strada provinciale messa in sicurezza, per un ponte recuperato o per un intervento realizzato direttamente qui, assumendosene meriti e responsabilità. Avrebbe molto più senso che indossare il casco davanti a un cantiere abruzzese atteso dagli anni Settanta».

Per Greco, il nodo è tutto nella narrazione. «Se per trasmettere ai cittadini l’idea di una stagione di grandi opere occorre salire in macchina, varcare il confine regionale e intascarsi furbescamente meriti che non esistono, allora siamo davanti a un racconto che fatica a trovare riscontro nell’esperienza quotidiana dei molisani».

La conclusione è affidata a un’immagine amara. «Mentre in Molise si continua a viaggiare su strade dissestate e insicure, chi ci governa organizza una trasferta per assaporare il clima della grande inaugurazione. Possono provare a prenderci in giro, ma ogni mattina, quando i molisani girano la chiave dell’auto, la realtà torna puntualmente a farsi vedere».

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1 commento

  1. A parte il giudizio sulle comparse scenografiche da tutte le parti e su tutti i tagli di nastro, su cui sono pienamente condivisibile – ma questo è il gioco della politica attuale a cui partecipano anche tutti i cittadini che continuano a riempirsi lo stomaco di fumo che viene venduto -, detto questo ritengo che quantomeno le arterie principali della provincia di Isernia che collegano siano ben manutenute; se poi si vogliono autostrade su tutti gli 800 km di gestione di quest’ultime e con le risorse che si hanno, è pura utopia. Invito a fare un giro sulle provinciali dell’Alto Chietino e della provincia di Campobasso e ci si renderà conto che sono messe peggio. Inoltre pongo una domanda: come mai la Regione Molise, che pur non avendo strade regionali e competenze in materia viaria, continua a gestire le risorse trasferite dallo Stato e le entrate del bollo auto, costringendo le province a prostituirsi per ottenere finanziamenti per la manutenzione delle strade con tutta una serie di susseguirsi di carteggio e di ritardi per l’erogazione di detti fondi? La Regione è solo un elemento intermedio che non gestisce né strade né scuole ed è quindi, a mio parere, che tutte le risorse e i finanziamenti specifici debbano essere assegnati direttamente agli enti che ne abbiano le deleghe. Ma si sa…!!

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