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lunedì 13 Luglio 2026
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Il ministero della Salute dimentica il Molise, Forche Caudine: «Siamo alle solite. Due “svarioni” di non poco conto»

Siamo alle solite. Due “svarioni”, di non poco conto, penalizzano per l’ennesima volta il Molise. A rilevarli è “Forche Caudine”, la testata dei molisani a Roma. Il primo riguarda il ministero della Salute, che da qualche giorno ha…

Siamo alle solite. Due “svarioni”, di non poco conto, penalizzano per l’ennesima volta il Molise. A rilevarli è “Forche Caudine”, la testata dei molisani a Roma.

Il primo riguarda il ministero della Salute, che da qualche giorno ha lanciato sulle reti nazionali la campagna nazionale di comunicazione “Proteggiamoci dal caldo”. L’iniziativa è finalizzata ad aumentare la consapevolezza dei cittadini sui rischi per la salute connessi alle ondate di calore e a promuovere comportamenti corretti di prevenzione. Nell’immagine dell’Italia che nello spot comprende le 27 città analizzate dai bollettini delle ondate di calore, l’unica regione completamente assente è il Molise.

Eppure Campobasso è prevista e presente nei bollettini per l’attuale stagione estiva, diffusi dallo scorso 25 maggio dal Sistema nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute del ministero. I bollettini, consultabili sul sito tematico Ondate di calore del Ministero della Salute, sono elaborati dal Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio, con previsioni a 24, 48 e 72 ore. Il sistema è dislocato in 27 città italiane, Campobasso compresa, e consente di individuare, giornalmente, per ogni specifica area urbana, le condizioni meteo-climatiche a rischio per la salute.

La “dimenticanza”, quindi, potrebbe essere imputata a chi ha realizzato lo spot, che non ha incluso il “pallino” riguardante il Molise.

Nei giorni scorsi un altro “scivolone” ha interessato un quotidiano romano che in un articolo riguardante Papa Celestino V lo ha più volte definito “pontefice abruzzese”. Al pezzo di “Forche Caudine” che ha evidenziato l’errore ha replicato prima l’ufficio stampa della produzione cinematografica (Studio Morabito di Roma per Pepito produzioni) che ha precisato che nel comunicato stampa ufficiale “non viene mai affermato che Celestino V (Pietro da Morrone) fosse nativo dell’Abruzzo”, poi il quotidiano che ha riconosciuto “la svista”.

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