Un presidio corale per il Trigno. Perché quel corso d’acqua che nasce nel Molise Altissimo, tra Capracotta e Vastogirardi per la precisione, e poi sfocia nell’Adriatico, non è solo un fiume. È un soggetto vivente capace di unire comunità, territori, paesi. Costruisce memorie, identità, paesaggi ed economie. Il Trigno è un bene comune e, come tale, dev’essere salvaguardato, curato, custodito. Ed è stato questo il leitmotiv dell’incontro culturale che ha avuto luogo lunedì pomeriggio sulla riva di Canneto del fiume Trigno, sul territorio comunale di Roccavivara.

Una iniziativa nata dal basso, dai cittadini, sposata dalla Scuola dei Piccoli Comuni di Castiglione Messer Marino, dall’Università degli studi del Molise e dall’amministrazione comunale di Roccavivara. E proprio dal primo cittadino Rolando Di Renzo, eletto poche settimane fa, è arrivato l’appello a «fare rete, tra tutti i Comuni al di qua e al di là del fiume Trigno» e di considerarsi finalmente come «una comunità intercomunale della vallata del Trigno».

Perché il fiume che segna il confine amministrativo tra l’Abruzzo e il Molise, tra le province di Isernia, Chieti e Campobasso, non deve essere un confine, ma, appunto, un bene comune dal quale ripartire anche per creare una identità di valle. “Salvatico” è stato chiamato l’appuntamento, un «presidio corale» partito dal basso, dai cittadini. La parola richiama sicuramente l’aspetto selvatico del fiume e del territorio, ma per assonanza, anche se non etimologicamente, la necessità di porre in essere misure per salvaguardare il corso d’acqua e l’ambiente e la biodiversità che riesce a creare. Otto siti Natura 2000 sono censiti lungo il corso del fiume, ma si tratta di una «tutela sulla carta» come ha ricordato la docente dell’UniMol, la botanica Angela Stanisci.

«La costa è idrovora, consuma acqua tutto l’anno per gli impianti industriali e per l’agricoltura. – ha sottolineato la professoressa – L’Autorità di bacino, nel 2027, proporrà un piano di gestione del Trigno; questa iniziativa, di cui poco si parla, è aperta alla consultazione pubblica, quindi al contributo non solo delle amministrazioni, ma anche dei cittadini». «Questo fiume non può essere soltanto un bacino idrico, una riserva di acqua per alimentare lo sviluppo predatorio dell’industria costiera. – ha aggiunto il ricercatore dell’UniMoli, Nicholas Tomeo – Chiediamo una gestione del Trigno che non sia solo a scopo irriguo e industriale».

«I piccoli Comuni dell’Alto Molise e della vallata del Trigno si stanno seccando, proprio come il fiume. – ha sottolineato Rossano Pazzagli, docente dell’UniMol – La valle del Trigno è una bio-regione, fatta di affluenti, monti e comunità; un territorio simile e omogeneo anche culturalmente, al di là dei confini amministrativi. Riscoprire il fiume Trigno, difenderlo e valorizzarlo, serve anche a prendere coscienza del suo valore come bene comune appunto. In questa battaglia i piccoli Comuni della vallata del Trigno possono e devono avere voce».

Il problema maggiore è rappresentato dalle captazioni, in più punti, che vanno ad alimentare le industrie sulla costa e l’agricoltura. In alcuni periodi dell’anno il fiume viene ridotto ad una distesa di pietre levigate, nemmeno il decorso minimo vitale viene garantito, nel silenzio di tutte le istituzioni che fingono di non vedere. Le associazioni ambientaliste, ad esempio, dove sono?

E proprio per denunciare questo andazzo intollerabile alcuni cittadini di Celenza sul Trigno, tempo fa, hanno organizzato un funerale sul letto del fiume che non c’è. Da quel momento, da quel gesto eroico di denuncia e di resistenza civile, qualcosa è cambiato. E anche il “presidio corale” che andrà avanti nelle prossime settimane è nato, in qualche modo, proprio da quel funerale. Quasi un ossimoro: qualcosa che prende vita da un funerale. A chiusura dell’evento, l’attrice Rossana Sfragara, proprio lungo la sponda del Trigno ha ridato voce ad Antigone, intrecciando i versi di Sofocle con le parole e le rivendicazioni, ma anche le battaglie delle popolazioni della vallata del Trigno.
Francesco Bottone