Il direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo, nei giorni scorsi, ha conferito l’incarico di direttore della Medicina Interna presso l’ospedale “San Francesco Caracciolo” di Agnone, al dottor Ermanno Rosario Ilario Masia. Termina così la lunga “era” dei facenti funzioni di primario e la Medicina dell’ospedale cittadino agnonese ha, dallo scorso 8 agosto, un direttore vero e tutto suo. Leggendo la nota di incarico siglata dal dg Di Santo si apprendere che i candidati pretendenti alla nomina di direttore della Medicina e quindi dell’intero ospedale di Agnone atteso che si tratta dell’unico reparto attivo, erano due: Masia appunto e il dottore Ettore Mastrangelo, attuale responsabile di quello che un tempo era il reparto dialisi del “Caracciolo”. La commissione esaminatrice che ha vagliato le due candidatura ha ritenuto di non ammettere il dottor Mastrangelo «in quanto non risulta essere assegnato presso la struttura complessa afferente al bando» e al contrario di ammettere il dottor Masia «in quanto in possesso dei requisiti previsti all’avviso in parola».

Il punteggio che la commissione gli ha assegnato è stato di 45 su 50. Il direttore generale Di Santo ha preso atto della decisione della commissione e ha proceduto alla nomina di Masia. Quest’ultimo assume dunque il comando della Medicina sia pure a tempo determinato, perché sempre sul documento di nomina si legge testualmente «fino alla definizione della procedura per il conferimento dell’incarico di Direttore della S.C. Medicina Interna presso il Presidio Ospedaliero di Agnone e comunque per un periodo non superiore a mesi nove».

Dopo anni di inerzia, dunque, l’Asrem partorisce una nomina a tempo che rimette in carreggiata il reparto quasi completamente svuotato di personale. Proprio a commento di questa decisione dell’azienda sanitaria si registra l’intervento pubblico del consigliere regionale Andrea Greco: «Siamo in buona sostanza di fronte all’ennesimo tentativo di distorcere la realtà. Il dottore Masia è l’unico medico. Significa che allo stato attuale dirige se stesso e forse uno specializzando che arriverà. Il risultato? Dal pronto soccorso non ricoverano in medicina e spesso anche fare le dimissioni dei pazienti è impossibile senza medico in turno. Ma di cosa parlano? Ancora a prendere in giro i cittadini».

Al netto della polemica politica e delle obiezioni legittime e circostanziate sollevate dal consigliere Greco, quel che lascia perplessi è il fatto che Asrem stia prendendo decisioni in merito al “Caracciolo” di Agnone come se non sapesse che la struttura commissariale ha scritto, nero su bianco, un futuro completamente diverso per l’attuale ospedale di area particolarmente disagiata. Di Santo e Di Giacomo, infatti, nel Piano operativo sanitario hanno decretato la trasformazione del “Caracciolo” in un ospedale di comunità, dove non è certo previsto un reparto di Medicina. La sensazione generale è che Asrem stia facendo finta che quel Pos, sia pure impugnato davanti al Tar, non sia stato mai scritto dai commissari.

Intanto Di Santo ha nominato un primario in Medicina che, allo stato attuale, non ha altro personale medico da gestire. Su tutte queste decisioni incoerenti pesa la sospensiva del Tar che ha appunto congelato il declassamento da ospedale di area particolarmente disagiata, quindi con Medicina e Pronto soccorso, ad ospedale di comunità, struttura infermieristica a bassa intensità. La decisione dei giudici amministrativi ci sarà a dicembre, nel frattempo si fanno cose, si prendono decisioni e si affidano incarichi che avranno l’unico risultato di gonfiare ulteriormente le voci di spesa per la sanità pubblica, senza di contro apportare alcun beneficio in termini di servizi offerti e operatività del “Caracciolo”.
Francesco Bottone