E’ ancora da quantificare nella sua interezza il danno ambientale e paesaggistico causato dall’incendio che dal primo pomeriggio di mercoledì ha tenuto impegnati i Vigili del fuoco del distaccamento di Agnone in agro di Poggio Sannita. Per cause ancora in fase di accertamento da parte dei Carabinieri Forestali, le fiamme si sono sprigionate in località Valle Cupa e Sente Primo. Le prime stime, tuttavia, parlano di poco meno di una decina di ettari di macchia mediterranea e bosco inceneriti.

Il rogo ha interessato prima una superficie coltivata, un uliveto, per poi aggredire il costone boschivo a ridosso della strada provinciale. Alimentate dal forte vento di scirocco le fiamme hanno raggiunto in frette alcune abitazioni e attività di località Case Sparse. Per motivi di sicurezza un rivenditore di mezzi agricoli e autovetture è stato fatto evacuare e tutti i veicoli presenti sono stati trasferiti altrove. Una squadra di Vigili del fuoco ha impedito alle fiamme di creare danni alle strutture. Poi il vento ha cambiato direzione e il rogo è stato spinto verso il centro abitato.

Il sindaco Raffaele Policella, in costante contatto con la Prefettura pentra e con la centrale operativa dei Vigili del fuoco del comando provinciale di Isernia, ha richiesto e ottenuto l’invio sul posto di un elicottero. Grazie all’impiego del velivolo è stato possibile domare le fiamme che altrimenti avrebbero raggiunto il centro abitato. Per tutta la durata della scorsa notte i Vigili del fuoco sono rimasti a monitorare gli ultimi focolai rimasti attivi. Proprio l’umidità della notte e il conseguente abbassamento delle temperature hanno contribuito ad arrestare l’incendio.

Ancora nella mattinata di ieri, tuttavia, erano in corso le necessarie operazioni di bonifica da parte del personale delle squadre boschive della Regione Molise. Sull’emergenza, che pare superata, vanno avanti le indagini dei Carabinieri forestali che hanno già acquisito materiale fotografico e video e sentito alcuni testimoni a sommarie informazioni. L’obiettivo è capire che si sia trattato di un gesto volontario, quindi qualcuno che ha deliberatamente appiccato il fuoco, oppure di un caso colposo. Nonostante i divieti, infatti, c’è ancora chi pensa di bruciare residui vegetali nei campi. E questo comportamento irresponsabile è spesso all’origine degli incendi che oltre a causare danni all’ambiente, mettono a repentaglio la vita dei Vigili del fuoco e degli altri operatori del soccorso.