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venerdì 11 Settembre 2026
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La festa della Madonna chiude l’estate di Capracotta, il sindaco Paglione: «Grazie a chi resta, a chi vive qui tutto l’anno»

«Si chiude la Festa della Madonna di Loreto e, mentre le luci si spengono e le strade lentamente tornano alla quotidianità, sento soprattutto il bisogno di dire grazie». Inizia così, Candido Paglione, sindaco di Capracotta, la sua riflessione…

«Si chiude la Festa della Madonna di Loreto e, mentre le luci si spengono e le strade lentamente tornano alla quotidianità, sento soprattutto il bisogno di dire grazie». Inizia così, Candido Paglione, sindaco di Capracotta, la sua riflessione innescata sulla festa, particolarmente sentita nella comunità montana, che in qualche misura chiude l’estate e la caotica fase del turismo estivo appunto.

«Grazie al Comitato Festa, – riprende il sindaco del Comune simbolo della montagna abitata – ai dipendenti comunali, ai volontari, alle associazioni, alle Forze dell’Ordine, agli operatori della sicurezza, ai sacerdoti, ai cavalieri e a tutti coloro che, con passione, sacrificio e generosità, hanno lavorato perché questa Festa fosse così bella e così partecipata. Ma il grazie più grande è per Capracotta. Per i tanti che sono tornati da lontano. Per chi ha riabbracciato la propria terra, la propria famiglia, i propri amici. Per chi domani ripartirà, portando con sé un pezzo di queste giornate e quella nostalgia che solo chi ama profondamente le proprie radici può conoscere». Al di là dei ringraziamenti, per certi versi scontati, il sindaco Paglione passa poi al centro nodale della questione aree interne: quella che gli studiosi chiamano, con un termine orribilmente cacofonico, restaza.

«Grazie soprattutto a chi resta. – aggiunge infatti il primo cittadino – A chi vive qui tutto l’anno, a chi lavora, a chi apre ogni mattina la propria attività, a chi si prende cura degli altri, a chi tiene aperte le case, le strade, la comunità. A chi, spesso lontano dai riflettori, ha la responsabilità quotidiana di custodire Capracotta».

E’ la montagna di mezzo, quella abitabile e abitata, quella che chiede diritti, anzi li pretende, perché sulla Costituzione repubblicana non c’è scritto che il medico o la scuola o il pronto soccorso o l’ambulanza si hanno oppure no in base all’altimetria del Comune di residenza. «In questi giorni abbiamo visto ancora una volta che Capracotta non è soltanto un luogo. È una comunità, una famiglia, una storia che continua. – chiude Paglione nella sua riflessione che abbraccia fede religiosa e battaglia civile – La Madonna di Loreto ci ha fatto ritrovare ancora una volta tutti insieme: chi è tornato, chi ripartirà e chi resta. E forse è proprio questo il senso più profondo di questa festa: ricordarci che, ovunque la vita ci porti, apparteniamo sempre a questa terra. Da sindaco, ma soprattutto da capracottese, sono orgoglioso ed emozionato per quello che abbiamo vissuto. Custodiamo ciò che abbiamo ricevuto. E continuiamo, insieme, a seminare speranza. Grazie Capracotta. Grazie a tutti voi».

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