L’ultima comunicazione di GRIM ai Comuni e inviata solo per conoscenza a EGAM segna un «punto di non ritorno e impone una riflessione politica seria su ciò che sta accadendo in Molise in materia di gestione dell’acqua pubblica».

Lo dichiara Candido Paglione, sindaco di Capracotta e presidente dell’Uncem Molise.
«Nel mio ruolo di sindaco e di rappresentante del bacino dell’Alto Molise all’interno di EGAM, l’Ente di Governo dell’Ambito del Molise, ritengo che si sia ormai superato ogni limite di ragionevolezza e di rispetto istituzionale nei confronti dei Comuni, soprattutto di quelli più piccoli, montani e delle aree interne. – continua Paglione nella sua invettiva – L’idea di arrivare a imporre contatori e tariffazione anche alle utenze pubbliche comunali – Municipi, scuole, asili, sale comunali, strutture sportive – non è solo una forzatura tecnica: è una scelta politica sbagliata, miope e profondamente ingiusta. Dall’elenco mancano solo i contatori alle fontanelle pubbliche! Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile. I territori montani, che custodiscono le sorgenti e garantiscono l’esistenza stessa della risorsa idrica regionale, vengono trattati come semplici utenti da spremere fino all’ultima goccia.

La montagna, che è a tutti gli effetti la fabbrica dell’acqua, non riceve alcun riconoscimento, alcuna compensazione, alcun ritorno per la funzione fondamentale che svolge nella tutela dell’ambiente e delle risorse naturali. Al contrario, viene chiamata a pagare tutto, senza sconti e senza tutele. Si tratta di una vera e propria imposizione da parte GRIM, che pretende di esercitare un potere tariffario portato quasi al massimo, ignorando le esigenze dei comuni e cancellando ogni principio di equità territoriale. Un approccio che assomiglia sempre più a una gestione autoritaria della risorsa idrica, lontana anni luce dallo spirito dell’acqua pubblica e dal rispetto dei territori. Per queste ragioni chiederò formalmente al Presidente di EGAM la convocazione immediata di una seduta straordinaria dell’Ente di Governo dell’Ambito del Molise. EGAM non può limitarsi a ratificare decisioni già prese: deve esercitare fino in fondo il proprio ruolo politico e istituzionale e difendere i comuni, in particolare quelli più piccoli, delle aree interne e montane, che non possono essere obbligati da scelte ingiuste e penalizzanti. Se questa linea dovesse essere confermata, non resterà altra strada che aprire unabattaglia istituzionale senza ambiguità, perché l’acqua è un bene pubblico essenziale, non una merce e non uno strumento per fare cassa. Chi custodisce le sorgenti non può essere punito, e chi governa questa risorsa deve ricordare che senza i territori e le popolazioni che li abitano non esiste alcun servizio idrico da amministrare.

L’acqua è un bene pubblico, non una tassa da far pagare perfino ai comuni che la custodiscono. Inoltre, come UNCEM Molise, riteniamo necessario avanzare una proposta chiara e ragionevole di compensazione territoriale. Chiediamo che dall’obbligo di installazione dei contatori e dalla conseguente tariffazione delle utenze pubbliche comunali siano esclusi i piccoli comuni montani con popolazione inferiore ai mille abitanti. Tale misura rappresenterebbe una forma minima ma significativa di riconoscimento per la funzione di tutela, salvaguardia e presidio delle risorse idriche che queste comunità svolgono quotidianamente a vantaggio dell’intero territorio regionale. Sarebbe inoltre un segnale di attenzione verso realtà territoriali fragili, ma che continuano a garantire servizi e presidio umano in contesti complessi, senza tra l’altro produrre effetti significativi sugli equilibri economico-finanziari del gestore GRIM. Un principio di equità territoriale elementare, che tiene insieme giustizia sociale, sostenibilità ambientale e coesione istituzionale».