“Domani – oggi per chi legge – il Presidente Giuseppe Conte sarà a Campobasso. Tra i vari incontri, presenterà anche il suo libro: “Una nuova primavera”. Ho appreso la notizia dai giornali. Né io né il collega Primiani siamo stati opportunamente informati del suo arrivo. Il candidato Presidente Roberto Gravina e il coordinatore regionale Antonio Federico, invece, conoscevano l’iniziativa con largo anticipo. Solo quando ormai tutto è apparecchiato arrivano inviti che hanno il sapore della formalità. Quando il programma è deciso, l’organizzazione è chiusa e non esiste più alcun momento reale per confrontarsi, contribuire o costruire insieme. Chi non ha ricevuto un mandato dai cittadini viene coinvolto, mentre un consigliere rieletto nel 2023, che dovrebbe essere il capogruppo del Movimento in Consiglio regionale, apprende della visita del Presidente tramite la stampa”.
E’ quanto scrive in un post il capogruppo del M5S in Consiglio regionale, Andrea Greco, che poi aggiunge: “Provo sincero dispiacere, perché avrei dato volentieri una mano. Soprattutto, l’avrei considerata un’occasione preziosa per tornare a parlare con il Presidente Conte della situazione molisana, delle tante battaglie combattute in questi anni e del prezzo, anche personale, che questo mandato ha comportato e continua a comportare. Avrei voluto dire al Presidente Conte che in Molise ciò che resta del Movimento sembra ormai più impegnato a escludere che a includere”.

“Non rivendico privilegi né inviti personali – rimarca il già candidato alla presidenza della Regione -. Ma esiste un piccolo dettaglio che qualcuno continua a dimenticare: alle ultime elezioni regionali, migliaia di cittadini molisani hanno scritto sulla scheda il mio nome. Senza quei voti, con ogni probabilità, oggi il Movimento 5 Stelle non sarebbe neppure rappresentato in Consiglio. Questa foto è stata scattata proprio nel 2023, ad Agnone, il mio paese. Erano i giorni in cui ai cittadini si chiedeva fiducia, partecipazione e sostegno. Ignorare chi è stato eletto significa tradire quella fiducia. E purtroppo non è un episodio isolato. È lo stesso schema visto anche in occasione dell’organizzazione di Nova. Della serie: “il giocattolo è nostro e ci giochiamo come vogliamo”.”
Poi Greco non risparmia stoccate all’indirizzo del coordinatore regionale, Antonio Federico, il cui rapporto si è incrinato ormai da tempo.

“Di questi temi parlo raramente, perché credo che il Molise abbia problemi enormemente più seri delle dinamiche interne a un partito. Ma arriva un momento in cui certe cose vanno dette. Il coordinatore regionale continua a praticare una politica che rischia di escludere interi pezzi della società molisana, proprio mentre ci sarebbe bisogno dell’esatto contrario: costruire un fronte di liberazione capace di mettere insieme energie diverse, per offrire finalmente un’alternativa coerente e credibile. Continuando ad escludere si rischia di rimanere da soli o, peggio, male accompagnati. Forse qualcuno pensa che, restringendo il campo e allontanando chi conserva autonomia e libertà di pensiero, rimarrà più spazio elettorale per sé. Ma una comunità politica non cresce eliminando le voci scomode: si restringe, si indebolisce e perde il contatto con le persone. Una “Nuova primavera” non può nascere senza ascoltare chi, ogni giorno, sul territorio ci mette faccia, tempo e responsabilità. Resta il rammarico. E resta una profonda delusione, umana prima ancora che politica. Ma fin da piccolo mi hanno insegnato una cosa semplice: dove non sei gradito, non devi imporre la tua presenza. Perciò domani non andrò. Continuerò, però – conclude Greco – a fare esattamente ciò che ho sempre fatto: lavorare, combattere e rappresentare con onore e orgoglio i cittadini molisani. Perché gli incarichi interni passano. Le battaglie combattute e la fiducia delle persone restano”.