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  • Cinghiali, il sottosegretario Castaldi assicura: la legge 157 è in via di modifica

    «L’esito dell’incontro di ieri sera tra i sindaci della Val di Sangro e il sottosegretario ai rapporti con il parlamento, il senatore Gianluca Castaldi, ha fatto emergere l’avanzamento di un iter di modifica alla legge 157/92 che sta procedendo tramite un gruppo di lavoro interministeriale, tra il Ministero dell’Agricoltura e quello dell’Ambiente.
    Verrà sottoposto al comitato dei sindaci il lavoro che si sta svolgendo, e si potrà valutare l’opportunità di proporre e suggerire eventuali modifiche».

    Il sottosegretario Castaldi (M5S)

    Così Antonio Campitelli, nella duplice veste di consigliere comunale di Atessa e presidente dell’Ambito territoriale di caccia del Vastese, a margine della riunione di ieri sera, in Municipio ad Atessa, tra i sindaci del Vastese e del Sangro Aventino collegati da remoto con il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, il senatore Castaldi.

    Il presidente dell’Atc Vastese e consigliere comunale di Atessa, Campitelli

    La questione cinghiali è da tempo sull’agenda dei sindaci del territorio. La Regione Abruzzo, sia con Dino Pepe che con l’attuale assessore al ramo, Emanuele Imprudente, ha risposto e continua a risponde come può, nei limiti e con i vincoli imposti dalla legge nazionale particolarmente stringente. Caccia di selezione attiva tutto l’anno, affiancata ai canonici tre mesi di braccata e abbinata alle operazioni di controllo poste in essere dalla Polizia provinciale. Quello che chiedono i sindaci, probabilmente senza avere il supporto di riscontri scientifici, è l‘estensione della caccia in braccata, quella che massimizza, a loro dire, gli abbattimenti di cinghiali. Per estendere il periodo di caccia, tuttavia, è necessario cambiare la legge quadro nazionale, la famigerata 157 del ’92. E a questo pare stia lavorando un gruppo interministeriale, come confermato ieri sera in collegamento da Roma, dal sottosegretario Castaldi.

    «Pare si stiano facendo dei passi avanti in sede di Ministero. – continua il presidente dell’Atc, Campitelli – Al momento le azioni messe in campo dalla Regione si sono dimostrate solo dei palliativi momentanei, non in grado di risolvere alla radice il problema cinghiali. Attendiamo di prendere visione dei risultati del gruppo di lavoro per eventualmente apportare migliori e dare suggerimenti e contributi utili».

    Francesco Bottone

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