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  • Comunità montane e poltrone, i commissari liquidatori: «Contenziosi residui fanno dilatare i tempi»

    Dai commissari liquidatori delle Comunità Montane, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa.

    Negli ultimi giorni, a seguito della nostra riconferma da parte del Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, sono emerse critiche secondo cui le nomine dei Commissari liquidatori delle Comunità Montane sarebbero solo “poltrone” senza reale contenuto. Riteniamo fondamentale chiarire le ragioni per cui, dopo vari anni, le procedure di liquidazione non sono ancora concluse e quali risultati concreti sono stati raggiunti.


    Le Comunità Montane non sono mai state enti vuoti. Hanno assunto personale, acquisito beni,
    realizzato opere, gestito servizi e intrattenuto numerosi rapporti giuridici. Tra i risultati più importanti
    ci sono, in alcune, addirittura l’azzeramento dei debiti e dei contenziosi, in altre, la loro riduzione.
    Molte controversie sono state risolte tramite accordi transattivi, evitando lunghi procedimenti
    giudiziari e garantendo risparmi significativi per la collettività. Non tutti i contenziosi però possono chiudersi rapidamente. Alcune cause sono ancora pendenti in tribunale e seguono tempistiche indipendenti dalla volontà dei Commissari. Finché tali procedimenti non si concludono, la liquidazione non può essere formalmente chiusa.


    Anche la gestione del personale influisce sui tempi di liquidazione. I lavoratori hanno diritti
    giuridicamente tutelati e non possono essere trasferiti automaticamente alla Regione o ad altri enti.
    Ogni ricollocazione richiede procedure complesse e accordi tra amministrazioni, rispettando vincoli
    normativi stringenti. Si sono tutelati i livelli occupazionali ricercando soluzioni a tutela del personale
    dipendente anche favorendo il trasferimento degli stessi presso altri Enti e ottimizzando la gestione
    delle professionalità ancora necessarie anche mediante rapporti convenzionali tra Enti Montani.
    Lo stesso vale per i beni mobili e immobili più volte vetusti e danneggiati e a volte senza mercato
    (addirittura piscine di cui una scoperta situata a Palata, in zona non proprio ottimale per tale tipo di
    struttura) che si è riusciti in buona parte ad alienare a prezzi assolutamente vantaggiosi per gli Enti.
    Strutture, impianti, terreni e edifici che comunque non possono essere ceduti automaticamente. La
    normativa impone procedure di vendita, valorizzazione e trasferimento, spesso con più tentativi di
    asta pubblica, che possono richiedere anni.


    Inoltre, alcune Comunità Montane gestiscono patrimoni e strutture particolarmente complesse come
    la gestione e bonifica di discariche (vedi quella di Montagano) attiva e al servizio di 50 comuni e di
    2 Unione di Comuni che essendo inerente servizi essenziali non può, ovviamente, essere chiusa
    rapidamente; la gestione e monitoraggio di discariche dismesse come quelle del Fortore, del Matese
    e di Casacalenda; strade di bonifica montane e strade come la “Fresilia” che allo stato non è possibile
    trasferire anche perché nessun ente a tutt’oggi è disponibile alla sua acquisizione.
    Alcune si occupano anche delle attività di taglio dei boschi ancora in essere e al servizio di alcuni
    comuni.


    Il protrarsi della liquidazione non è quindi dovuto a inefficienza o immobilismo, ma riflette oltre la
    complessità degli enti e i vincoli normativi, i contenziosi residui e le difficoltà di gestione del
    patrimonio, frutto in taluni casi, di scelte politiche del passato rivelatesi nel tempo di difficile
    gestione. L’obiettivo dei Commissari è portare a termine le liquidazioni correttamente, tutelando lavoratori, ambiente e interesse pubblico.


    I Commissari Liquidatori delle Comunità Montane del Molise
    Giovancarmine Mancini
    Carlo Antonio Perrella
    Alessandro Amoroso
    Pompilio Sciulli

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