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  • Il Covid spegne anche il rito del fuoco più antico al mondo: la Ndocciata

    Il Covid spegne anche la Ndocciata. Ormai la notizia è ufficiale: il rito del fuoco più antico al mondo è stato annullato. La manifestazione attesa all’imbrunire del giorno dell’Immacolata Concezione (8 dicembre) quest’anno non sarà organizzata. Complice la pandemia da coronovirus e le ferree restrizioni diramate dal Governo, il fiume di fuoco che richiama migliaia di visitatori da ogni angolo del pianeta non infiammerà il corso principale della cittadina altomolisana. Proprio nell’anno in cui il celeberrimo quotidiano statunitense, il New York Times, invitava viaggiatori e turisti a recarsi nella patria dei Sanniti per assistere all’ancestrale rito, i portatori delle cinque contrade (Capammonde e Capaballe, Colle Sente, Gustra, Sant’Onofrio, San Quirico) non sfileranno con i classici torcioni ormai famosi in tutti e cinque i Continenti del globo.

    A sinistra Beppy Marinelli insieme all’amico Gaetano Cerroni

    Una decisione, quella di annullare la Ndocciata, presa a malincuore dagli organizzatori, in primis la Pro Loco che nel corso degli anni ha saputo proiettare oltre i confini regionali la manifestazione che nel 2011 è stata riconosciuta ‘Patrimonio d’Italia per la tradizione’ dal ministero del Turismo. Le prime avvisaglie sul mancato svolgimento della Ndocciata erano arrivate a marzo, quando i costruttori delle torce hanno rinunciato, causa forza maggiore, al taglio degli abeti di Montecastelbarone, il legno con cui si preparano le ndocce. Tuttavia, fino alla fine in molti speravano in un ripensamento o nel più classico colpo di coda che purtroppo non è arrivato. Proprio in queste ore, Giuseppe Marinelli, storico presidente della Pro loco, ha confermato a l’Eco online l’annullamento della Ndocciata 2020.

    Il mancato svolgimento della manifestazione, simbolo di Agnone e del suo territorio, inevitabilmente avrà ricadute negative sul comparto commerciale e ricettivo che per il ponte della Concezione confidava in una boccata d’ossigeno per rimpinguare le impoverite casse a causa della pandemia. Se il rito dell’8 dicembre, capace di catalizzare l’attenzione di oltre 20mila persone, è ufficialmente saltato, si ragiona sull’opportunità di fa sfilare simbolicamente una decina di ndocce la notte della Vigilia di Natale. Una data, quella del 24 dicembre, molto cara agli agnonesi visto che fino al 1996 (quando la Ndocciata approdò in Vaticano per il 50esimo anniversario di sacerdozio di papa Giovanni Paolo II) si svolgeva solo in quella occasione.  Con la Ndocciata, straordinaria vetrina per l’intera regione, annullato anche il cartellone estivo del mese di agosto caratterizzato da spettacoli, rassegne teatrali, mostre, convegni, concerti ed eventi sportivi di qualità.

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