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  • Il Molise senza giornali: l’accusa alla distribuzione di edicolanti e Assostampa Molise

    Salcito e Castelbottaccio, due piccoli comuni del Molise interno, sono ormai simboli di un’emergenza culturale che rischia di spegnere definitivamente la voce della carta stampata. Con il passaggio della distribuzione regionale dei quotidiani e delle riviste alla società Diffusione Terra di Lavoro srl, decine di edicole si trovano oggi tagliate fuori dal servizio, costrette alla chiusura o a scelte economicamente insostenibili.

    A denunciare la situazione sono innanzitutto gli stessi edicolanti. Martina D’Alessandro, titolare di un’attività a Salcito, racconta con amarezza un copione che si ripete: «Dopo dieci anni di sacrifici e battaglie, ci ritroviamo di nuovo senza giornali. Nel 2015 avevo dovuto chiudere a causa di richieste economiche inaccettabili. Poi, con l’arrivo della Di Canto Spa nel 2023, avevamo riaperto: cinquanta edicole tornate in vita, un segnale di rinascita. Ora, dal 1° gennaio 2026, tutto è finito di nuovo. Gli scaffali sono vuoti, come se la cultura e il diritto all’informazione non contassero più».

    L’accusa è chiara: un sistema di distribuzione che penalizza i piccoli rivenditori e, di conseguenza, i cittadini delle aree interne. «Ci chiedono di nuovo garanzie e contributi che non possiamo sostenere», aggiunge D’Alessandro. «Ma qui non si tratta solo di business: stiamo parlando del diritto di un paese intero a leggere, sapere, partecipare».

    Un grido d’allarme simile arriva da Vincenzo Tufilli, edicolante di Castelbottaccio, dove il nuovo distributore avrebbe chiesto una fideiussione bancaria e, in aggiunta, un deposito cauzionale di 800 euro. «Siamo di fronte a un monopolio territoriale – spiega – che impone costi non previsti dagli accordi di settore e che di fatto esclude le piccole attività dei paesi interni. In un borgo di 250 abitanti, questa cifra significa condannare l’edicola alla chiusura. Ma qui l’edicola non è solo un negozio: è un presidio sociale, un luogo di incontro, l’unico punto di accesso all’informazione per chi non usa internet».

    Sulla vicenda è intervenuta l’Associazione della Stampa del Molise, che ha raccolto numerose segnalazioni da parte di edicolanti e cittadini. Il presidente Giuseppe Di Pietro parla di “un vulnus grave per la libertà di informazione e per la sopravvivenza della filiera editoriale”: «Due anni fa, con l’arrivo della Di Canto Spa, avevamo riportato la copertura distributiva regionale dal 45 all’80 per cento, restituendo vitalità a oltre quaranta edicole nei piccoli centri. Oggi il passaggio alla nuova società ha riportato indietro le lancette, con richieste ingiustificate che scoraggiano ogni attività. Ci chiediamo a che titolo venga richiesto un acconto di 800 euro, del tutto incoerente con la natura stessa di questi punti vendita, che non sono imprese milionarie ma presìdi di comunità».

    L’Assostampa Molise chiede un intervento urgente delle istituzioni regionali e nazionali per «ripristinare un servizio essenziale e tutelare un diritto costituzionale». Un appello che va ben oltre la categoria, toccando il cuore della coesione sociale dei territori.

    Perché in Molise – come in tante aree interne del Paese – la scomparsa di un’edicola non significa solo la perdita di un lavoro, ma la scomparsa di un presidio di cultura, informazione e comunità.

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