L’azione politica del Partito Democratico si compatta lungo l’asse adriatico, per fare fronte comune contro i rischi imminenti legati all’autonomia differenziata, con una mobilitazione che vede protagonisti i consiglieri regionali di Molise e Abruzzo. L’iniziativa è partita dalla consigliera molisana Micaela Fanelli, con la presentazione di una mozione in Consiglio regionale del Molise focalizzata sulla difesa del diritto alla salute e sulla contestazione del meccanismo di definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni. A questa battaglia si unisce ora anche il capogruppo del PD in Abruzzo, Silvio Paolucci, che presenterà un atto analogo per impegnare la propria Giunta regionale a contrastare una riforma che minaccia di spaccare il Paese.

Il fulcro della questione sollevata dai democratici risiede nella pericolosa sovrapposizione tra i Livelli Essenziali delle Prestazioni, ovvero i diritti minimi da garantire a ogni cittadino, e i Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria già esistenti. Questa equiparazione viene giudicata una vera e propria forzatura giuridica poiché, invece di innalzare gli standard dei servizi nelle aree più svantaggiate, rischia di cristallizzare le attuali disuguaglianze. Utilizzare i vecchi parametri come base per la nuova autonomia significa infatti ignorare i divari territoriali che già oggi penalizzano il Mezzogiorno, come confermato dai dati sul monitoraggio della salute che vedono regioni come il Molise e l’Abruzzo faticare nel raggiungere le soglie minime di adempienza in settori chiave come la prevenzione.
La preoccupazione cresce a fronte di una riforma nazionale che sembra ormai prossima al traguardo definitivo, con il rischio che le prime intese tra Stato e Regioni vengano siglate in tempi brevissimi senza le necessarie coperture finanziarie. Senza nuovi investimenti per finanziare i fabbisogni standard, i diritti dei cittadini potrebbero essere definiti al ribasso, trasformando la sanità in un sistema a diverse velocità che alimenterebbe inevitabilmente la mobilità verso le regioni del Nord. Per queste ragioni, Fanelli e Paolucci chiedono alle rispettive Giunte di opporsi con fermezza in sede di Conferenza Stato-Regioni, pretendendo che la salute sia esclusa dalle materie oggetto di autonomia differenziata fino a quando non saranno garantiti e finanziati i reali livelli essenziali per tutti, nel pieno rispetto dei principi di uguaglianza sanciti dalla Costituzione.