Oltre un metro di neve a Schiavi di Abruzzo e continua a nevicare. Esco di casa e incontro il sindaco Piluso.
«Sindaco, dove vai?». «In Comune, devo attivare il Coc».

Il Centro Operativo Comunale (COC) è la struttura di protezione civile istituita dal Sindaco per gestire emergenze a livello locale.
Il sindaco non è più un ragazzino. Decido di “scortare” il primo cittadino fino al Municipio, lo accompagno semplicemente. E facciamo due chiacchiere.

Mi dice che ci sono delle criticità in frazione Taverna legate ad uno smottamento che interessa la provinciale che scende verso la Trignina.

Un altro smottamento verso Valli e un altro a Cannavina, un altro ancora tra Badia e Cupello, in località Padulone. Insomma il rischio idrogeologico sta prendendo forma e consistenza. Perché tutta la neve che sta facendo in quota, più in basso si trasforma in pioggia torrenziale.

Attivare il Coc è il pre-requisito per gestire ufficialmente le emergenze in stretta sinergia con le autorità superiori, Prefettura in testa.

Lascio il sindaco al suo lavoro in Comune e ne approfitto per fare qualche foto ai cumuli di neve nel centro storico. Mentre scendo mi imbatto in Nicola Fiorito che, pala in mano, lotta contro metri di neve.
«Nicò, ma che cazz fia?». «Devo andare in farmacia, devo aprire».

Più giù, all’imbocco di Via Venezia, incontro il vicesindaco, Maurizio Pinnella, che con una pala gigante tenta di fare una “rotta”, un passaggio, fino a casa.

E’ la montagna, è Schiavi di Abruzzo, paese simbolo delle aree interne, dove il primo aprile ti fa due metri di neve e ci sta.
Francesco Bottone