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  • Questa volta l’acqua c’è, ma la Grim opta per l’ennesima chiusura notturna. Chapeau!

    Ad Agnone continua il grande classico dell’inverno: la crisi idrica senza fine. E quando diciamo “senza fine”, intendiamo proprio senza alcuna logica apparente di conclusione. Anche durante le notti del 5 e 6 gennaio i rubinetti resteranno a bocca asciutta, perché così ha deciso la Grim, con quella solerzia comunicativa che ormai conosciamo bene.

    Il comunicato – sia detto – è un piccolo capolavoro di contorsionismo burocratico. Si legge testualmente: “visto l’aumento del livello del serbatoio Civitelle” (quindi l’acqua c’è, nota bene) “e, comunque, al fine di conservare la quota idrica ottimale dello stesso nonché prevenire carenze idriche nelle ore diurne” (traduzione: chiudiamo di notte per non chiudere di giorno), “la Grim provvederà a ridurre temporaneamente le ore di sospensione del flusso del suddetto serbatoio”.

    Fermi tutti. Rileggiamo insieme questa perla: il serbatoio è in aumento, ma noi chiudiamo l’acqua lo stesso. È un po’ come dire “visto che il frigo è pieno, stasera digiuniamo per precauzione”. La logica, evidentemente, è un optional.

    L’interruzione, l’ennesima degli ultimi due mesi, tanto per non perdere l’abitudine, interesserà i cittadini dalle 21 fino alle 6 del 7 gennaio. Perché se c’è una cosa che ad Agnone non manca è la costanza. Dell’acqua non siamo sicuri, ma delle chiusure notturne sì, quelle sono garantite con regolarità svizzera.

    E il bello è che tutto questo avviene nonostante le abbondanti piogge registrate nelle ultime ore. Sì, avete capito bene: piove, i serbatoi si riempiono, ma l’acqua ai cittadini va razionata comunque. Un vero paradosso: più piove, più chiudiamo. Forse è una strategia preventiva per quando finalmente smetterà di piovere, chi può dirlo.

    Chapeau Grim, chapeau. Per coerenza, dedizione alla causa della crisi idrica e capacità di mantenere un problema vivo anche quando le condizioni meterologiche farebbero pensare il contrario.

    I cittadini, dal canto loro, continuano a chiedersi se nelle prossime settimane arriveranno anche le scuse, o almeno una spiegazione che non richieda una laurea in idraulica paradossale per essere compresa. Nel frattempo, si preparano a trascorrere un’altra notte senza acqua.

    Perché ad Agnone l’acqua è come la felicità: quando c’è, non te la danno.

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