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  • Reti idriche colabrodo, trecentomila euro a Castel del Giudice

    Trecentomila euro per finanziare “Azioni, attività ed interventi finalizzati al miglioramento della rete idrica comunale”. E’ quanto previsto dalla delibera della Giunta comunale di Castel del Giudice ratificata, nei giorni scorsi, dalla Centrale Unica di Committenza attivata presso il Comune di Agnone. La Regione Molise ha assegnato un finanziamento a Castel del Giudice, poco più trecentomila euro appunto, per il sotto-piano “interventi per la tutela del territorio e delle acque”. L’approvazione degli atti di gara e lo svolgimento stesso delle procedure di gara, come previsto dalla convenzione per la costituzione ed il funzionamento in forma associata della Centrale di Committenza per le acquisizioni di lavori, servizi e forniture denominata, spetta al Comune di Agnone che ha provveduto in tal senso.

    Il problema della dispersione idrica è generalizzato e quasi paradossalmente si abbatte negativamente anche sui centri montani dell’Alto Molise atteso che si tratta di territori naturalmente ricchi di sorgenti e acque destinate al consumo umano. Proprio Agnone, ad esempio, è alle prese con una perdurante crisi idrica che costringe a continui razionamenti della risorsa. Rubinetti a sesso on in grado di erogare acqua corrente solo per qualche ora al giorno. Il disservizio viene ufficialmente addebitato alla «fisiologica riduzione» della portata delle sorgenti, ma i dati raccolti indicano che il problema principale, se non l’unico, è la dispersione della preziosa risorsa. Tubature ormai datate delle reti idriche, senza manutenzione e senza ammodernamento da anni, causano una enorme dispersione di acqua potabile.

    Ora finalmente si decide di intervenire per tentare di risolvere il problema e questo finanziamento ottenuto da Castel del Giudice si inserisce proprio in questa direzione. I lavori finanziati prevedono interventi sui serbatoi di accumulo, con l’installazione di misuratori di portata e contatori in entrata, di idrovalvola a membrana regolatrice di livello e uno sterilizzatore a raggi ultravioletti per la potabilizzazione dell’acqua. Per quanto riguarda invece gli interventi diretti sulla rete idrica di distribuzione si tratta di operazioni di  distrettualizzazione della rete stessa, sostituzione delle tubazioni principali in ferro che «per lo stato d’uso fatiscente e precario risultano inadeguate» con tubazioni in polietilene ad alta densità e di opportuno diametro; sostituzione dei giunti in piombo e dei pezzi speciali; sostituzione di rami secondari e di allacciamento fatiscenti ed inadeguati; il rifacimento delle derivazioni di utenza dove necessario, ma anche l’installazione di valvole di riduzione di pressione, di misuratori di portata nei punti significativi, fino alla installazione di contatori in corrispondenza di utenze finali che non ne posseggono e la sostituzione di eventuali contatori vecchi o malfunzionanti. Inoltre i lavori riguarderanno anche interventi generali sul sistema acquedottistico, con indagini e rilievi necessari alla mappatura della rete di distribuzione finalizzate alla individuazione delle perdite, nonché l’installazione di un sistema di telecontrollo e monitoraggio.

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