«La capacità di un amministratore locale si misura in chilometri di asfalto e metri cubi di cemento, invece è la cultura il vero cemento della comunità».

La sindaca di Casacalenda (CB), Sabrina Lallitto, ospite e relatrice, nel pomeriggio di ieri, alla Scuola dei piccoli Comuni di Castiglione Messer Marino, è stata chiara: «La cultura, politicamente, elettoralmente, non paga, ma è una “infrastruttura” permanente che è capace anche di creare e rafforzare l’identità stessa di un luogo, di un paese, di una comunità».

Il tema era quello della cultura quale potenziale strumento strategico per la rigenerazione delle aree interne. E dopo la lezione della progettista culturale Antonella Agnoli sull’importanza di avere delle biblioteche, magari comunali, in ogni paese, anche sull’Appennino e quindi nelle zone interne e periferiche, la parola è passata appunto alla giovane ed energica sindaca “visionaria” di Casacalenda.

L’amministratrice ha portato, nel corso del laboratorio dedicato, l’esperienza del suo Comune che si è imposto sul panorama culturale e turistico dell’intero Molise proprio grazie ad una serie di iniziative che hanno al centro proprio la cultura nelle sue più svariate forme ed espressioni.

«Oggi serve un patentino anche per usare un decespugliatore, mentre per fare il sindaco non viene richiesto alcun titolo» ha spiegato Sabrina Lallitto, quasi criticando la classe dirigente degli amministratori locali, spesso preoccupata soltanto di intercettare il bando giusto per portare soldi nelle casse comunali e fare quei famosi chilometri di asfalto o di cemento. Sindaci senza visione, che vivono alla giornata, più interessati ad assicurarsi la rielezione a suon di piccole “regalie” ai proprio concittadini-elettori, che a pianificare una strategia di lungo periodo.

Poi, per fortuna, c’è qualche sindaco visionario, che ha una visione appunto e che lavora tutto l’anno, insieme alla comunità, accanto e in sinergia con le associazioni locali, per arginare lo spopolamento e creare, anche nei piccoli centri, le condizioni per elevare la qualità della vita e la stessa fruizione dei diritti.

Un’idea, appunto, che diventa «progetto aperto e condiviso». E Casacalenda è infatti conosciuta per il Museo all’aperto d’arte Contemporanea Kalenarte, un vero percorso museale che fonde insieme arte e paesaggio, cultura e comunità locale, ma anche per il MoliseCinema.

«Casacalenda è uno dei pochi paesi del Molise che ha un cinema. – ha spiegato Lallitto – Un cinema che è anche teatro, che ospita film, spettacoli, presentazioni di libri, eventi culturali di ogni tipo. Restituire spazi pubblici alla comunità è stata sin dall’inizio del mio mandato una priorità. Ho incontrato le associazioni e ho chiesto loro: di cosa avete bisogno? I Comuni hanno tanti spazi, tanti immobili inutilizzati che posso avere nuova vita proprio inseriti in un contesto di pianificazione culturale».

«E’ giusta la critica all’evento in sé: cosa lascia sul territorio quel grande evento di un giorno o due? – ha aggiunto Sabrina Lallitto – La comunità si arricchisce se quel singolo evento, anche di un giorno, viene pianificato, ci si lavora su, insieme, per tutta la restante parte dell’anno».
Quindi non la cultura come mera «ancella del turismo», parole del diretto della Scuola dei piccoli Comuni, Rossano Pazzagli, non solo un «eventificio», ma uno strumento strategico di rigenerazione territoriale che diviene, come ha sottolineato più volte Sabrina Lallitto, il «vero cemento della comunità».
Francesco Bottone