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domenica 21 Giugno 2026
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Incendio, esondazione, soccorso urgente e recupero personale ferito: maxi esercitazione dei Carabinieri nel Chietino

Presso una vasta area agricolo-boschiva (zona industriale Salvaiezzi) di Chieti Scalo, il Comando Legione Carabinieri “Abruzzo e Molise” ha organizzato lo svolgimento di un’articolata esercitazione di Protezione Civile, denominata “TEATERNO 2026”, incentrata sui seguenti scenari di rischio: –…

Presso una vasta area agricolo-boschiva (zona industriale Salvaiezzi) di Chieti Scalo, il Comando Legione Carabinieri “Abruzzo e Molise” ha organizzato lo svolgimento di un’articolata esercitazione di Protezione Civile, denominata “TEATERNO 2026”, incentrata sui seguenti scenari di rischio:

– rischio idrogeologico/esondazione di corso d’acqua;

– incendio boschivo;

– ricerca di persone disperse sulla terraferma;

– ricerca e recupero persone disperse in ambiente fluviale/acqueo.

Oltre a militari dei Comandi Provinciali Carabinieri di Pescara e Chieti, è stata disposta la partecipazione di assetti:

– del Nucleo Subacquei e del Nucleo Elicotteri dell’Arma di Pescara, nonché del Nucleo Cinofili Carabinieri di Chieti;

– dei Nuclei “Protezione Civile” dell’A.N.C.1 di Chieti e Pescara;

– di “Volontari di Protezione Civile” delle Sezioni dell’A.N.C. di Montesilvano (PE), Alba Adriatica (TE) e L’Aquila;

– della componente Carabinieri Forestale di L’Aquila e Chieti.

La complessa attività esercitativa, che ha visto il coinvolgimento di circa 100 unità dell’Arma (tra Carabinieri in servizio, in congedo, soci volontari dell’A.N.C. e militari dell’Esercito) ha avuto inizio, alle ore 8, con l’allestimento di un “Campo Base“ logistico – comprensivo di Posto Comando Tattico, Posto Medico Avanzato, cucina da campo con tendone mensa, tende per materiali ed equipaggiamenti antincendio, di salvataggio e per il drenaggio di acque, servizi sanitari campali e gruppi elettrogeni – realizzato anche con il prezioso e qualificato supporto di assetti di vettovagliamento campale del 9° Reggimento Alpini di L’Aquila.

Nel corso della giornata, in relazione alle suddette ipotesi di rischio, sono state condotte e testate le seguenti attività:

– simulando l’esondazione di un corso d’acqua (fiume “Pescara”) o dei laghi adiacenti (artificiali), sono state installate e messe in funzione pompe idrovore per il prosciugamento delle aree allagate. Simulando di dover recuperare persone dall’interno di un’autovettura sommersa, sono stati fatti immergere anche Carabinieri Sommozzatori;

– simulando l’esistenza di un rogo all’interno del bosco (originato dal supposto surriscaldamento/cortocircuito di linee elettriche), sono stati impiegati i Nuclei Antincendio boschivo dell’A.N.C., equipaggiati con idonei DPI e specifiche dotazioni ignifughe;

– vari interventi di primo soccorso tattico, a cura della componente sanitaria/infermieristica dell’Arma Territoriale e dell’A.N.C. dotata di appositi presidi/equipaggiamenti sanitari per il supporto sanitario “sul campo”;

– ricerca e recupero di “persone disperse”, testata mediante l’impiego del Nucleo Protezione Civile A.N.C. di Chieti, dotato di cane molecolare, supportato da un’unità cinofila da ricerca dell’Arma Territoriale;

Vera novità di questa esercitazione è stato l’impiego di assetti A.P.R. (Aeromobile a Pilotaggio Remoto) e del relativo personale tecnico specializzato, sia della componente Carabinieri Forestale che della Linea Territoriale. Tale capacità è stata utilizzata per l’espletamento di specifiche attività di ricognizione sull’area di esercitazione, il sorvolo di aree impervie, l’individuazione di focolai di incendio e la ricerca persone disperse. Per la gestione dei decolli/atterraggi e di ogni singolo intervento, i piloti “droni” dell’Arma si sono avvalsi del costante supporto tecnico della Torre di controllo dell’Aeroporto di Pescara e del Centro ENAC competente per territorio.

A conclusione delle attività, il Comandante della “Task Force Protezione Civile Carabinieri” esercitata e il Team dedicato al controllo delle varie fasi addestrative hanno svolto un hot wash up (debriefing “a caldo”) con tutti i responsabili/referenti dei vari assetti impiegati, al fine di esaminare e valutare le eventuali criticità/problematiche che sono emerse nel corso dell’esercitazione e gestite nella contingenza

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