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mercoledì 24 Giugno 2026
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Sospensiva Tar su declassamento ospedale, Mastrostefano: «Risultato positivo, frutto della compattezza dei Comuni»

«La decisione del Tar Molise di accogliere la richiesta di sospensione dei provvedimenti che riguardano l'ospedale "Caracciolo" è un segnale tangibile di responsabilità e di fiducia verso i nostri territori e soprattutto, verso i nostri cittadini». E' il…

«La decisione del Tar Molise di accogliere la richiesta di sospensione dei provvedimenti che riguardano l’ospedale “Caracciolo” è un segnale tangibile di responsabilità e di fiducia verso i nostri territori e soprattutto, verso i nostri cittadini». E’ il commento del vicesindaco di Belmonte del Sannio, Dalio Mastrostefano, in merito alla sospensiva del piano operativo sanitario disposta dai giudici amministrativi. Lo stesso vicesindaco aveva preso parte al sit-in di protesta davanti all’ospedale “Caracciolo”. Il Comune di Belmonte del Sannio figura tra le amministrazioni pubbliche che hanno aderito al ricorso al Tar contro le decisioni dei commissari ad acta tese a ridimensionare e declassare l’ospedale “Caracciolo” in qualcosa di diverso.

L’ospedale di comunità è infatti una struttura sanitaria di ricovero della rete di assistenza territoriale e svolge una funzione intermedia tra le cure a domicilio e il ricovero ospedaliero. Quindi è rivolto a pazienti che, a seguito di un episodio di acuzie minore o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica potenzialmente erogabili a domicilio, ma che necessitano di assistenza e sorveglianza sanitaria infermieristica continuativa, anche notturna, non erogabile a domicilio o in mancanza di idoneità del domicilio stesso per motivazioni di ordine strutturale o familiare. Il problema è trovare i medici che poi possano supervisionare una struttura del genere che resta a gestione infermieristica.

«Noi siamo stati il primo Comune ad aderire al ricorso al Tar, – spiega ai nostri cronisti il vicesindaco Dalio Mastrostefano – come dimostra la delibera di Giunta che abbiamo adottato già i primi giorni di giugno». Nel corso del sit-in della vigilia della presentazione del ricorso, tuttavia, Dalio Mastrostefano, prendendo la parola, non aveva nascosto la sua preoccupazione: «Da anni come comunità e amministrazione di Belmonte del Sannio siamo accanto a quella di Agnone in difesa dell’ospedale cittadino e del diritto alle cure sanitarie. Ogni volta che protestiamo, però, ci tolgono qualche reparto o qualche servizio in più. Comunque siamo disposti a fare tutto ciò che serve, in tutte le sedi, perché chi vive nelle aree interne non è un cittadino di serie B».

Dallo sconforto della vigilia, misto comunque alla determinazione a continuare la battaglia, ad un cauto ottimismo dopo che è arrivata la sospensiva dai giudici amministrativi. Aggiunge infatti il vicesindaco Mastrostefano: «Questo primo risultato positivo è il frutto della compattezza: le delibere di giunta votate all’unanimità da molti Comuni della zona, tra cui il nostro, hanno dimostrato che, quando facciamo fronte comune, la nostra voce viene ascoltata».

Una compattezza di volontà e di intenti che nasce anche dalla Conferenza dei sindaci, presieduta dallo stesso sindaco di Agnone. «Non ci fermiamo qui. – aggiunge in chiusura il vicesindaco Dalio Mastrostefano – Ora attendiamo fiduciosi l’udienza di metà luglio, quando il Tar sarà chiamato a pronunciarsi nel merito del ricorso che abbiamo presentato. Continueremo a lottare uniti affinché si possano recuperare quei servizi sanitari essenziali che nel corso di questi anni sono stati purtroppo sottratti al nostro presidio ospedaliero. La strada è quella giusta: uniti si possono ottenere risultati concreti. Avanti così, per il futuro delle nostre comunità e della sanità della provincia».

Francesco Bottone

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