In Molise su 4 punti campionati da Goletta Verde 2 sono risultati fuori dai limiti di legge e sono tutti foci di fiumi. Situazione scoraggiante anche per quanto riguarda le informazioni sulla qualità delle acque, che le amministrazioni hanno il dovere di fornire alla cittadinanza attraverso l’esposizione di cartelloni che non sono stati rinvenuti in nessun punto visitato dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde. Questi, in sintesi, i dati del monitoraggio eseguito il 18 giugno lungo la costa molisana da Goletta Verde, la storica campagna estiva di Legambiente che quest’anno festeggia il 40esimo compleanno, e che è accompagnata nel suo viaggio da Anev, CONOU, Novamont, Renexia come partners principali.

A restituire i dati alla stampa e alla cittadinanza, questa mattina a bordo di Goletta Verde, sono stati Andrea De Marco, presidente Legambiente Molise e Marzia Mattioli, portavoce Goletta Verde.
Focus punti campionati – Dei 4 campioni sono 2 quelli che hanno fatto rilevare criticità alle analisi microbiologiche: uno è la foce del fiume Saccione, nel comune di Campomarino, uscito fortemente inquinato quest’anno in conferma del risultato del 2024; l’altro la foce del fiume Biferno a Termoli, è uscito risultato inquinato quest’anno, ma è uno dei punti storicamente critici che evidenziano un problema ormai cronico di contaminazione.
Entro i limiti invece i punti alla foce del Sinarca, sempre a Termoli, e la foce del Trigno, a Montenero di Bisaccia (CB), usciti rispettivamente fortemente inquinato ed inquinato lo scorso anno.

In merito al torrente Saccione, i risultati del campionamento effettuato in corrispondenza della foce classificano il punto come “fortemente inquinato”. Il bacino, situato lungo il confine tra Molise e Puglia, ha un’estensione limitata e, secondo il Piano di Tutela delle Acque della Regione Molise, è servito da impianti di depurazione con una capacità complessiva di trattamento pari a circa 13.000 abitanti equivalenti. Lo stesso Piano di Tutela individua, tra le principali misure per il miglioramento della qualità delle acque superficiali, la “costruzione e l’ammodernamento degli impianti di trattamento delle acque reflue” e la “riduzione dell’apporto di nutrienti di origine agricola”, riconoscendo entrambe come azioni prioritarie per il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale. Per quanto riguarda il servizio di depurazione, è ragionevole attendersi un progressivo miglioramento delle prestazioni operative grazie alla gestione unitaria del Servizio Idrico Integrato da parte di GRIM, soggetto gestore unico della Regione Molise. È opportuno evidenziare che i batteri fecali oggetto delle nostre analisi possono raggiungere i corpi idrici attraverso diverse vie di contaminazione, tra cui gli scarichi di acque reflue urbane, eventuali malfunzionamenti dei sistemi di collettamento e depurazione, nonché il ruscellamento superficiale delle aree agricole, in particolare in occasione di eventi meteorici intensi o nei periodi successivi alle pratiche di fertilizzazione e gestione degli effluenti zootecnici. Si tratta di un aspetto che assume particolare rilevanza in un bacino come quello del Saccione, caratterizzato da una significativa presenza di superfici agricole.
“Anche quest’anno si conferma la criticità presente alla foce del Biferno, punto che attenzioniamo oramai da diversi anni, e che purtroppo risulta ancora fortemente inquinato – dichiara Andrea De Marco, presidente Legambiente Molise. Tale criticità si espande alle foci presenti lungo la costa sud del Molise, in cui anche il torrente Saccione risulta fortemente inquinato. Risultati positivi, invece, alla foce del Sinarca e alla foce del Trigno risultati nei limiti di legge. Ancora una volta chiediamo alle autorità competenti di effettuare un’analisi puntuale della qualità delle acque nella parte del Biferno a valle della Diga del Liscione, considerato che i comuni costieri non possono occuparsi dell’eventuale mala depurazione dei territori interni”.
“Da 40 anni Goletta Verde continua il suo viaggio lungo le coste italiane con lo scopo di scovare criticità nel sistema di depurazione italiano – dichiara Marzia Mattioli, portavoce Goletta Verde. Il nostro obiettivo è lavorare in sinergia con le istituzioni e gli enti preposti per garantire un’informazione puntuale alla cittadinanza, e denunciare eventuali illeciti. L’assenza della cartellonistica informativa è un problema che stiamo riscontrando a livello nazionale, e, sebbene le foci dei fiumi non siano balneabili, spesso si creano, nelle zone limitrofe, parti di spiaggia libera dove vediamo i cittadini e le cittadine fare il bagno. Le amministrazioni devono correre ai ripari e lavorare per tutelare non solo cittadini e le cittadine ma anche il nostro mare”.
Focus dissesto idrogeologico: Altro grande tema è quello del dissesto idrogeologico costiero e della grande frana di Petacciato su cui ieri Legambiente insieme SIGEA sono intervenuti nel primo giorno di tappa di Goletta Verde in Molise, chiedendo un impegno costante a partire da un monitoraggio continuo e di precisione, sistemi di early warning avanzati e adattamento resiliente. I dati ISPRA confermano l’alto rischio nella regione: oltre 17mila cittadini minacciati dalle frane nelle classi a maggiore pericolosità. L’adattamento ai cambiamenti climatici e la transizione ecologica passano inevitabilmente dalla cura e dalla messa in sicurezza del nostro territorio.
40 anni di Goletta Verde: Quest’anno Goletta Verde festeggia la sua 40esima edizione e per l’occasione solcherà il Mediterraneo con due delle imbarcazioni storiche: la Goletta Verde – Catholica, in collaborazione con la Fondazione Goletta L.a.b, che navigherà fino a Brindisi per incontrarsi e fare un cambio staffetta con la Oloferne, l’altra imbarcazione che proseguirà la navigazione risalendo verso il Tirreno per arrivare in Liguria (ai primi di agosto), da dove quarant’anni fa partì la prima edizione di Goletta Verde.
Il CONOU, Consorzio Nazionale Oli Usati, da anni sostenitore della campagna estiva di Legambiente, nella convinzione che sia assolutamente necessario agire collettivamente per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Il Consorzio è parte attiva in questo scenario: con la sua attività di raccolta e rigenerazione degli oli minerali usati è un esempio di eccellenza europea dell’economia circolare. Raccogliendo l’olio lubrificante usato alla fine del suo ciclo di vita, l’olio di provenienza industriale, ma anche dall’ automotive, così come dalle barche e dai mezzi agricoli, il CONOU fa in modo che questo rifiuto – altamente pericoloso – si trasformi in una preziosa risorsa. Oltre il 98% dell’olio raccolto dal Consorzio viene infatti rigenerato e trasformato in nuova materia prima riutilizzabile, con benefici per l’ambiente e la salute grazie alla riduzione dell’utilizzo di risorse naturali e delle emissioni di gas serra e di altri inquinanti.