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martedì 4 Agosto 2026
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Declino aree interne, Elly Schlein: «E’ una resa, ma noi non siamo gente che si arrende». Questa sera sarà a Capracotta

«Per noi non esistono comuni di serie A e comuni di serie B. E nessun decreto calato dall’alto potrà cancellare l’identità di centinaia di comuni montani, come invece prova a fare questo governo. È il motivo per cui…

«Per noi non esistono comuni di serie A e comuni di serie B. E nessun decreto calato dall’alto potrà cancellare l’identità di centinaia di comuni montani, come invece prova a fare questo governo. È il motivo per cui abbiamo ospitato una assemblea dei sindaci dei comuni montani, anche di quelli che nonostante le decisioni di Calderoli e del governo Meloni continuano a essere montani, nessuno gli può togliere la loro identità con un atto calato dall’alto da Roma».

Sono le parole pronunciate nei giorni scorsi a Urbino dalla segretaria nazionale del Partito democratico, Elly Schlein, in occasione della festa nazionale dell’Unità delle aree interne e dei Comuni montani. Urbino è tra le comunità colpite dalla legge Calderoli, che priverà centinaia di comuni montani di diritti e risorse. Un problema, quello del declassamento in base alla nuova classificazione altimetri voluta da Calderoli, che non riguarda e non intacca invece l’Alto Molise né soprattutto Capracotta, dove la segretaria del Pd è attesa nel pomeriggio di oggi.

«Noi abbiamo una proposta chiara, – ha spiegato alla vigilia della visita in Alto Molise, Elly Schlein – quella di investire nelle aree interne, partendo dai servizi. Per questo abbiamo presentato una proposta di legge costruita insieme ai territori. Vogliamo incentivare medici, infermieri e insegnanti che scelgono di lavorare nelle aree interne; investire 2,7 miliardi di euro nelle strade provinciali e nella prevenzione del dissesto idrogeologico; sostenere agricoltura e attività economiche con una esenzione fiscale temporanea e fermare il dimensionamento scolastico che continua a penalizzare i territori più fragili».

Idee, proposte e suggerimenti che sembrano essere la soluzione a tutti i problemi che affliggono le aree interne della montagna abitata. Il problema è che queste proposte arrivano, puntualmente, sempre dal partito o dalla coalizione che è all’opposizione. Perché parlare è molto più semplice che fare concretamente le cose, ovviamente. Quando si passa dall’opposizione al governo della nazione, quelle stesse proposte non vengono più tenute in considerazione. Funziona così da decenni, un teatrino perpetuo alimentato alternativamente dalla destra e dalla sinistra. Tra le prime obiezioni a questo futuristico piano di rilancio delle aree interne dell’Appennino c’è la questione soldi: dove trovare le risorse necessarie? La segretaria nazionale del Pd ha la risposta pronta anche a questo: «Le risorse le prendiamo da un progetto sbagliato, vecchio e dannoso come il Ponte sullo Stretto». Disponibilità economiche che andrebbero individuate, prima ancora che per invertire lo spopolamento, per assicurare sul posto, in montagna, in Alto Molise, il mantenimento dei servizi essenziali senza i quali ogni ipotesi di rilancio è del tutto infondata e impossibile.

«Noi non ci rassegniamo all’abbandono delle aree interne. – ha chiuso la segretaria del Pd da Urbino – Non pensiamo, come ha scritto il Governo in un documento ufficiale, che le aree interne andranno incontro a un inesorabile declino. Questo non è un destino, è una resa. E noi non siamo gente che si arrende». E questa sera Capracotta accoglierà Elly Schlein in piazza Falconi, dove dalle ore 19 è previsto un incontro pubblico con la cittadinanza proprio su queste tematiche legate alla montagna e alle aree interne e marginalizzate dell’Appennino.

Francesco Bottone

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