In questi giorni si parla molto della cosiddetta “Grande Vasto”: fusioni comunali, maggiore peso politico, nuovi assetti istituzionali e opportunità economiche. A questo riguardo arriva la presa di posizione del gruppo consiliare “Roccaspinalveti Bene Comune”. Di seguito la nota stampa siglata dai consiglieri comunali.

È giusto discuterne, – spiegano i consiglieri comunali del piccolo centro montano del Vastese – Ma noi di Roccaspinalveti Bene Comune vogliamo porre una domanda che rischia ancora una volta di rimanere fuori dal dibattito: CHE FINE FANNO LE AREE INTERNE? Mentre sulla costa si ragiona su come diventare più grandi e più forti, nell’Alto Vastese continuiamo a fare i conti con spopolamento, viabilità difficile, trasporti insufficienti, servizi sanitari sempre più lontani e scuole sempre più fragili. La vera domanda, allora, non è soltanto quale dimensione debbano avere i Comuni del futuro, ma: QUALE PROGETTO ABBIAMO PER TUTTO IL VASTESE?.

Non possiamo immaginare una costa sempre più forte lasciando alle sue spalle un entroterra sempre più debole. Alle aree interne viene chiesto da anni di razionalizzare, accorpare e fare rete. Nel frattempo, però, i servizi si allontanano e le distanze continuano a ricadere sulle spalle dei cittadini. Non stiamo difendendo il campanile. Stiamo difendendo il diritto di continuare a vivere nei nostri paesi con gli stessi diritti e le stesse opportunità di chi vive sulla costa. Per questo crediamo che un’eventuale fusione debba essere il punto di arrivo di un percorso, non necessariamente il punto di partenza. Prima possiamo unire servizi, competenze, progettazione e politiche territoriali.

PRIMADI UNIRE AMMINISTRATIVAMENTE I COMUNI, UNIAMO FISICAMENTE IL TERRITORIO.
Non può esistere un vero Grande Vastese se costa ed entroterra rimangono separati da collegamenti inadeguati.
UNA VIABILITÀ AL LIMITE DELLA PRATICABILITÀ
La viabilità extra-comunale del nostro territorio è, in molti punti, al limite della praticabilità. Criticità e dissesti aumentano i tempi di percorrenza, aggravano l’isolamento e rendono più difficile raggiungere servizi sanitari, scuole, luoghi di lavoro e aree produttive. Come possiamo chiedere alle persone di continuare a vivere nei nostri paesi se diventa sempre più difficile persino raggiungere il proprio posto di lavoro? Non possiamo parlare seriamente di sviluppo e lotta allo spopolamento senza garantire il
diritto alla mobilità. Serve una strategia capace di ricollegare realmente l’Alto Vastese alla costa, ai servizi e alle principali aree produttive.
Su questo individuiamo alcune priorità.
- VARIANTE DELLA STATALE 16 – DIRETTRICE VALLE CENA
Rimettere al centro della programmazione il collegamento delle aree interne con la costa attraverso la direttrice della Valle Cena nell’ambito della variante di Vasto della Statale 16. Un’infrastruttura strategica per avvicinare l’entroterra alla costa, ai servizi e alle principali direttrici di comunicazione. - POTENZIAMENTO DELLA FONDOVALLE TRESTE
Occorre una programmazione concreta per il potenziamento della Fondovalle Treste, eliminando i punti critici e rendendola sicura e pienamente percorribile da tutte le tipologie di mezzi, compresi quelli pesanti. È un asse fondamentale tra l’Alto Vastese e la costa, indispensabile per la mobilità dei cittadini e per le attività economiche e produttive. Non possiamo ricordarci della sua importanza soltanto quando una frana o un’interruzione ne dimostrano l’indispensabilità. Serve renderla finalmente adeguata al ruolo strategico che svolge. - EX SS86: VELOCIZZARE IL PASSAGGIO AD ANAS
Occorre portare a compimento il passaggio della gestione della ex SS86 ad ANAS, per programmare la messa in sicurezza, la riqualificazione e l’ammodernamento dell’arteria. Su questo Comuni, Provincia e Regione devono parlare con una voce sola nei confronti di ANAS e Governo. - POTENZIARE I COLLEGAMENTI CON IL POLO INDUSTRIALE DELLA VAL DI SANGRO
È necessario migliorare il collegamento con il Polo industriale della Val di Sangro, una delle principali aree produttive e occupazionali del territorio. Collegamenti più sicuri e veloci significano avvicinare i nostri paesi alle opportunità di lavoro
e creare condizioni concrete perché soprattutto i giovani possano continuare a vivere nelle aree interne. In questo quadro va considerata anche la ZES Unica del Mezzogiorno e la possibilità di intercettare nuove opportunità di investimento e sviluppo. Le opportunità economiche hanno bisogno di infrastrutture: anche le aree interne devono essere messe nelle condizioni di beneficiarne. - UN TAVOLO PERMANENTE PER IL GRANDE VASTESE
Le infrastrutture e lo sviluppo del territorio non possono dipendere da iniziative isolate. Proponiamo un Tavolo Permanente per il Grande Vastese che riunisca Comuni della costa e dell’entroterra, Provincia, Regione e rappresentanze economiche, sociali e territoriali. Una sede stabile per individuare le priorità, coordinare progettazione e finanziamenti e verificare l’avanzamento degli interventi. Se vogliamo costruire il Grande Vastese dobbiamo iniziare a ragionare come un unico
territorio. Noi non siamo contro Vasto, San Salvo o la crescita della costa. Vogliamo che una costa forte diventi una risorsa anche per l’entroterra.
La vera sfida non è sommare sulla carta gli abitanti di più Comuni. È mettere insieme territori e amministrazioni per ottenere infrastrutture, difendere servizi e creare opportunità. Altrimenti avremo una costa che cresce e un entroterra che continua a perdere popolazione: un Vastese a due velocità.
Non possiamo chiedere ai giovani di costruire qui il proprio futuro mentre si allontanano sanità, scuola, trasporti e opportunità.
Per questo non diciamo no al dibattito sulla “Grande Vasto”. Diciamo: ALLARGHIAMOLO!!!
Parliamo della costa, ma parliamo anche dell’Alto Vastese. Parliamo di fusioni, ma anche di strade, sanità, scuole, trasporti, servizi e spopolamento. E prima di chiederci quanti abitanti avrà il Comune del futuro, chiediamoci:
QUANTI ABITANTI RESTERANNO NEI NOSTRI PAESI TRA DIECI O VENT’ANNI SE NON CAMBIAMO STRADA?
Prima i servizi.
Prima i collegamenti.
Prima le infrastrutture.
Poi discutiamo dei confini.
Perché un territorio non diventa grande semplicemente sommando i suoi abitanti.
PRIMA DELLA “GRANDE VASTO”, COSTRUIAMO IL GRANDE VASTESE.
Un territorio capace di unire costa e aree interne, creare opportunità per entrambe e non lasciare indietro nessuno.
Gruppo Consiliare “Roccaspinalveti Bene Comune”