Un erborinato affinato con salvia e lavanda biologica del Parco del Pollino, un pecorino con le pere e con l’Aglione della Valdichiana, un formaggio piemontese che matura nella vinaccia del Nebbiolo: sono solo alcune delle oltre 200 produzioni in mostra a Casearia – Fiera Nazionale dei Formaggi Italiani, che ha aperto i battenti il 28 agosto 2026 al Palasport di Agnone (IS) e prosegue fino al 30 agosto. Alla sua 4° edizione, la manifestazione, in continua crescita, conferma la propria vocazione: raccontare la biodiversità delle produzioni lattiero-casearie italiane attraverso l’artigianato e la sperimentazione.

Al taglio del nastro è intervenuto il Sottosegretario alle Politiche Agricole Luigi D’Eramo, presente per il 4° anno consecutivo alla manifestazione più importante del settore nel Centro-Sud, che conferma la propria crescita con oltre 70 espositori nei due padiglioni.
«Era un evento necessario — ha dichiarato — per esaltare le tipicità e la qualità delle produzioni, non replicabili in nessun altro luogo d’Europa, espressione di ogni singolo territorio. Legare sempre di più la forza del prodotto tipico e agroalimentare all’unicità e alla bellezza delle nostre montagne, valli, pianure e borghi è la carta vincente per innescare un continuo potenziamento delle realtà economiche e occupazionali dei nostri territori, in particolare delle aree interne e di montagna».
Il sottosegretario ha ricordato che l’intera filiera del latte genera un fatturato di 31,9 miliardi di euro, con 6,7 miliardi di euro di export, sottolineando come Casearia rafforzi questa realtà portando benefici diretti sui territori.