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  • La classe operaia andrà pure in Paradiso, intanto registra l’ennesima avaria dei pullman

    AGNONE. Pullman in avaria, operai rientrano a casa con oltre un’ora di ritardo. Quasi non fa più notizia la rottura dei mezzi delle autolinee Sati che quotidianamente conduce le tute blu dei centri dell’alto Molise nella zona industriale della Val di Sangro. L’ultimo episodio in ordine di tempo, si è verificato questa mattina e ha visto protagonisti gli operai del turno smontante dalla notte di domenica. Il pullman, ripartito da poco dalle fabbriche della piana di Atessa, lungo la statale in direzione Villa Santa Maria, ha subito un guasto e solo grazie alla prontezza di riflessi e la professionalità dell’autista è riuscito a fermarsi in un’area di servizio. Allertata la compagnia di trasporti, sul posto è giunto un mezzo sostitutivo che con oltre un’ora di ritardo sull’abituale tabella di marcia, ha portato a destinazione i circa trenta operai esasperati dall’ennesimo disservizio.

    Sul banco degli imputati finisce ancora una volta la società di autolinee molisana che si ostina a far viaggiare l’utenza su mezzi datati con milioni di chilometri senza tener conto di interni al limite della decenza. A ciò non bisogna dimenticare che negli ultimi mesi si è registrato un aumento sul costo dei biglietti del 40% per un servizio che rimane a dir poco scadente.

    “Siamo stufi di denunciare ancora una volta quanto accaduto l’altra mattina – ci spiega un veterano della Sevel – . Tra viaggio di andata e ritorno, orario di lavoro su stressanti catene di montaggio e ritardi vari dovuti ai guasti ai mezzi di trasporto, la nostra giornata supera di gran lunga le undici ore. E’ impossibile continuare così. Veniamo trattati come bestie da soma”.

    In passato ad alzare la voce sulla problematica, mai risolta,  dovuta principalmente a pullman datati, diversi sigle sindacali che hanno investito direttamente la Regione Molise che paga la società di trasporto senza pretendere servizi decenti. Come dire: siamo alle solite e a pagarne le conseguenze la classe operaia che andrà pure in Paradiso, come recitava il film diretto da Elio Petri con Gian Maria Volonté, ma che nel frattempo continua a subire sulla propria pelle inefficienze di ogni tipo. Non è tutto, perché l’ultimo episodio riporta alla ribalta un’altra tematica accantonata, ma non per questo meno importante, ovvero quella di una viabilità da anteguerra.

    In particolare le centinaia di lavoratori pendolari della Val di Sangro puntano il dito sulla famigerata tratta che da Villa Santa Maria si inerpica fino a raggiungere Guado Liscia in territorio di Agnone. Ebbene si aspettano ancora le opere sbandierate dalla Regione Abruzzo che con fondi del Masterplan ha promesso migliorie alla vergognosa sede stradale.

    A proposito l’Eco online  ha sentito l’ex consigliere regionale di Rosello, Alessio Monaco, che durante il suo mandato, annunciò i nuovi lavori. “Da quanto ne so – ha detto oggi Monaco – si è nella fase di predisporre la gara di appalto”. Gli operai incrociano le dita e prima di finire in Paradiso si augurano di poter vedere iniziare i lavori  e magari viaggiare su mezzi dignitosi e soprattutto che non si sfascino come accade puntualmente. Alla società Sati lasciamo aperta qualsiasi porta per eventuali risposte che, tuttavia, ne siamo certi, non arriverà come d’altronde accaduto puntualmente ad ogni rottura di pullman.

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