L’annunciata presentazione, ad Agnone, del libro di Catherine Louise Birmingham, “La mia verità – Memorie e pensieri della mamma nel bosco”, prevista per il prossimo 22 agosto, riporta al centro dell’attenzione pubblica la vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”. Ad esprimere forti perplessità sulla scelta del sindaco di Agnone, Daniele Saia, di promuovere direttamente la presentazione del libro, è Aldo Di Giacomo, criminologo.

«Un sindaco non è un semplice cittadino. – spiega – Rappresenta un’istituzione e, proprio per questo, davanti a una vicenda ancora estremamente delicata e nella quale sono coinvolti tre minori, dovrebbe mantenere una posizione di particolare equilibrio e prudenza».

«Nessuno mette in discussione il diritto della madre di scrivere un libro, presentarlo e raccontare la propria versione dei fatti. – precisa Di Giacomo – Se l’iniziativa fosse organizzata da una libreria, da un editore o da un’associazione culturale sarebbe una normale manifestazione pubblica. Quando però a promuoverla direttamente è chi rappresenta un’amministrazione comunale, il significato cambia». Secondo Di Giacomo le istituzioni dovrebbero evitare qualsiasi iniziativa che possa essere percepita come uno schieramento in una controversia familiare e giudiziaria ancora aperta: «Le istituzioni non devono stare dalla parte della madre, non devono stare dalla parte del padre e non devono neppure trasformarsi in difensori acritici di altre istituzioni. Devono stare dalla parte dei bambini. È questa la loro funzione».
In questa vicenda esiste la versione della madre, quella del padre, quella dei servizi sociali, quella delle istituzioni e quella raccontata dai media. I diritti dei bambini, invece, non sono una versione dei fatti». «Per questo — conclude Di Giacomo — continuiamo a sostenere la stessa posizione dall’inizio: nessuna criminalizzazione dei genitori, nessuna assoluzione preventiva delle istituzioni. Al centro devono esserci soltanto i bambini e il loro diritto a crescere, socializzare, istruirsi e mantenere, quando possibile e nel loro interesse, il rapporto con la propria famiglia».