L’emergenza cinghiali all’interno del Parco nazionale del Matese è stata al cento di un incontro tenutosi a Campobasso fra il direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese, e Riccardo Terriaca, componente del Comitato provvisorio del Parco su designazione di ISPRA, nonché presidente regionale di Confcooperative Molise. Presenti all’incontro anche il presidente regionale dei Senior Coldiretti, Giuseppe Licursi, ed il vice presidente di Confcooperative, Carmela Colozza.

L’incontro si è svolto in un clima di cordiale confronto ed ha consentito di porre l’accento sulle possibili soluzioni per il contenimento della fauna selvatica, cinghiali e non solo, che vive nel Parco, compreso fra Campania e Molise, trovando nel presidente Terriaca che, unitamente a Mimmo Izzi rappresenta il Molise nella dirigenza dell’Ente Parco, grande sensibilità verso la problematica.

“Dal Parco nazionale del Matese potranno scaturire nuove possibilità di sviluppo economico dell’area – ha affermato Aniello Ascolese – tuttavia prima di arrivare a ciò occorre tutelare le aziende che da sempre vi operano. Mi riferisco – ha precisato il direttore di Coldiretti – alle imprese agricole e zootecniche, veri fiori all’occhiello della nostra produzione agroalimentare, che oggi vengono messe letteralmente in ginocchio dalla fauna selvatica che scorrazzando indisturbata sul territorio, distrugge raccolti e spinge queste attività verso la chiusura”.
I Parchi, all’interno dei quali è vietata l’attività venatoria, hanno tuttavia la possibilità di redigere, in maniera autonoma, dei Piani di contenimento della fauna selvatica, in modo da salvaguardare il territorio tutelando sia la biodiversità dell’area che le imprese che vi operano, producendo cibo, manutenendo il territorio e contrastando in maniera determinante la piaga dello spopolamento”.
Partendo da tali considerazioni, il presidente Terriaca, anche a nome del collega Mimmo Izzi e del Presidente Andrea Boggia, ha manifestato l’impegno a presentare al Comitato, in tempi rapidi, una proposta di Piano di gestione della fauna che vada in questa direzione, auspicando altresì un maggiore dialogo fra i diversi soggetti portatori di interessi, ed in particolare tra le strutture tecniche delle Regioni Campania e Molise, i cui territori sono interessati al Parco, al fine di trovare i giusti equilibri che, garantendo la tutela della biodiversità, possano assicurare alle diverse attività economiche presenti nell’area opportunità di sviluppo in termini di produzioni e di lavoro.
Come al solito il parco pensa di risolvere il problema pensando, ma di fatto nulla si vede. Si riuniscono I soliti Noti senza coinvolgere il territorio. Ma dove volete andare? State distruggendo un intero territorio e quelle poche attività agricole e zootecniche che ancora sono sul territorio. Lo volete capire che è ora di alzare il perimetro e lasciare la gestione dei terreni agricoli a chi opera sul posto.