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  • Ponte Sente chiuso per altri tre anni: in attesa dei lavori un senso unico alternato

    «I 638 firmatari della petizione sperano che Anas esamini attentamente la proposta di riaprire il viadotto a senso unico alternato, con semaforo e sensori collegati alle pile presunte pericolanti». Giorgio Iacapraro, portavoce e guida di un comitato di imprenditori e cittadini dell’Alto Molise e Alto Vastese, torna a chiedere la riapertura a senso unico alternato del viadotto che collega il territorio comunale di Belmonte del Sannio e quello di Castiglione Messer Marino.

    La reiterazione della sua proposta, supportata da poco meno di settecento firme, arriva all’indomani dell’approvazione e della sottoscrizione del protocollo di intesa tra Anas e Provincia di Isernia per la progettazione della messa in sicurezza dell’imponente struttura viaria. Dieci mesi di tempo per realizzarla, per mettere nero su bianco la progettazione appunto, degli interventi che consentiranno la messa in sicurezza della struttura e la sua riapertura al traffico. Una riapertura che realisticamente non ci sarà prima di due o tre anni, proprio ad essere ottimisti.

    Iacapraro con una delegazione del comitato davanti alla Prefettura

    Il pre-requisito, tra l’altro, come ha sottolineato lo stesso presidente della Provincia di Isernia, Alfredo Ricci, è l’individuazione di altri fondi, un fiume di soli, per finanziare le opere. Si parla di 24 milioni di euro. Una enormità, rispetto alla quale proprio Ricci ha lanciato un appello trasversale: «Il mio è un appello a tutte le forze politiche in campo affinché si lavori costantemente per ricercare i canali necessari al reperimento degli stimati 24 milioni da utilizzare per finanziare i lavori».

    Una sorta di chiamata alle armi, dunque, perché i due milioni trovati dal Governo, grazie all’onorevole Carmela Grippa che ribaltò letteralmente qualche tavolo nella sede del Ministero retto all’epoca da Toninelli, basteranno sì e no per la progettazione. Tempi lunghil, lunghissimi si profilano all’orizzonte. E addirittura qualcuno mette in dubbio che le istituzioni siano realmente disposte a investire quella cifra astronomica su un’opera marginale dal punto di vista dell’utilizzo, atteso che collega due aree geografiche notoriamente depresse dal punto di vista economico e demografico. «Vorrei porre questa domanda: ma la Provincia di Isernia ha mai utilizzato un conta traffico per avere contezza circa il numero dei veicoli in transito sul ponte?». Chiede il portavoce del comitato civico Giorgio Iacapraro.

    Il suo intento non è quello di dimostrare che i 24milioni di euro sarebbero letteralmente buttati al vento, bensì quello di rendere chiaro che volendo sarebbe possibile da subito, senza attendere nemmeno l’inizio dei lavori, la riapertura parziale a senso unico alternato dell’imponente struttura. L’«imminente rischio crolli» certifcato dall’ingegner Di Cristinzi di Venafro non si è affatto concretizzato negli ultimi due anni di tempo. La struttura è e resta fruibile, secondo Iacapraro e i firmatari della petizione che nei mesi scorsi venne presentata in Prefettura a Isernia. Tra l’altro, ad essere proprio precisi, il ponte è di fatto utilizzato, anche adesso.

    L’imbocco della stradina dalla quale si accede sul ponte

    A circa metà struttura, infatti, proprio all’inizio dell’impalcato metalli, si innesta infatti una stradina secondaria che sbuca poco fuori dall’abitato di Belmonte del Sannio. Nel tentativo di renderla inutilizzabile probabilmente l’amministrazione dell’ex sindaco Borrelli fece posizionare della terra di riporto sulla carreggiata. Un terrapieno spazzato via dalle intemperie e soprattutto dal passaggio ripetuto di mezzi fuoristrada. Oggi, di quel terrapieno, resta solo un piccolo dosso che non impedisce certo il passaggio. Sul lato abruzzese è stata rimossa, già mesi fa, la barriera all’epoca collocata dal personale della Provincia e quindi il traffico è di fatto stato ristabilito.

    Le barriere rimosse sul lato abruzzese del viadotto

    «Certo, ci passiamo di contrabbando» ammette un residente di Belmonte perché «percorrere la ex statale Istonia per raggiungere l’altro lato del ponte, a poche centinaia di metri dall’abitato, è impensabile». E allora, visto che comunque ci si passa già sul viadotto formalmente chiuso al traffico, ecco che la proposta di Iacapraro e i suoi quasi settecento firmatari prende ancor più vigore: riapertura sin da subito, a senso unico alternato, perché quel ponte è strategico soprattutto in vista dell’inverno ormai alle porte.

    Francesco Bottone

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