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  • La ‘Cortina degli Abruzzi’ apre le piste di sci, parte la stagione invernale di Capracotta (video)

    «Ma dove andiamo, a Cortina?» «No, molto meglio: a Capracotta, la Cortina degli Abruzzi.» La battuta, consegnata alla storia del cinema italiano da Alberto Sordi e Vittorio De Sica ne Il Conte Max, oggi smette i panni dell’ironia e si carica di un significato nuovo, quasi programmatico. Perché Capracotta, con il ritorno della neve e l’avvio della stagione invernale, non è più soltanto un nome suggestivo o una citazione d’autore: è una realtà che si impone come punto di riferimento per lo sci nordico e come motore economico dell’intero Alto Molise. Le ultime nevicate e il brusco calo delle temperature hanno permesso agli operatori di Prato Gentile, a quota 1600 metri sul livello del mare, di preparare in tempi rapidi le piste di sci di fondo.

    Da ieri mattina, diversi tracciati sono stati ufficialmente aperti, restituendo agli appassionati uno dei comprensori più affascinanti e tecnicamente apprezzati del centro-sud Italia. Un ritorno alla piena operatività che segna, di fatto, l’inizio di una stagione molto attesa. Capracotta, il “tetto degli Appennini”, torna così a occupare un ruolo centrale nel panorama invernale nazionale. Un ruolo rafforzato dall’istituzione del Centro federale, inaugurato qualche mese fa. La presenza stabile di attività federali non rappresenta solo un riconoscimento sportivo, ma un investimento strategico capace di generare flussi turistici qualificati, presenze destagionalizzate e visibilità mediatica per un territorio troppo spesso rimasto ai margini dei grandi circuiti. Accanto allo sci di fondo, cresce anche il turismo lento e naturalistico. Le ciaspolate verso Monte Campo, a quota 1746 metri, intercettano una domanda sempre più ampia di esperienze immersive e sostenibili. Da lassù, il panorama si apre a 360 gradi, offrendo uno spettacolo che va dalla Majella al Matese, dal Gran Sasso alla costa adriatica, fino al cuore più intimo del Molise interno.

    Un patrimonio paesaggistico che si traduce in valore economico attraverso guide, servizi, accoglienza e promozione del territorio. Le ricadute della stagione invernale non si fermano però ai confini comunali. L’apertura di Prato Gentile attiva una filiera che coinvolge l’intero comprensorio dell’Alto Molise: strutture ricettive, ristoranti, bar, noleggi, scuole sci, operatori turistici e commercio locale. Ogni giornata di piste aperte significa posti letto occupati, tavoli pieni, lavoro per decine di famiglie. In un’area interna segnata dallo spopolamento e dalla fragilità economica, la neve diventa così una risorsa strategica, capace di invertire – almeno temporaneamente – il flusso delle partenze.

    Anche i centri limitrofi guardano con attenzione all’andamento della stagione. Pescopennataro, immersa nei suoi celebri abeti bianchi, attende nuove nevicate per completare il ventaglio di attività legate all’inverno, rafforzando un’offerta turistica integrata che punta sulla complementarità tra sport, natura e identità dei luoghi. Un sistema territoriale che, se coordinato, può ambire a una competitività più ampia e duratura. La stagione invernale, dunque, non è solo un appuntamento sportivo o un evento climatico favorevole. È una scommessa economica, una sfida di programmazione, una possibilità concreta di sviluppo per l’Alto Molise. E mentre le temperature continuano a scendere e il manto nevoso si consolida, Capracotta si prepara a vivere giorni decisivi, in cui la bellezza selvaggia della montagna si intreccia con la necessità di costruire futuro. Altro che Cortina, verrebbe da ripetere oggi. Perché sul tetto degli Appennini l’inverno non è un lusso né una moda: è identità, lavoro e speranza.

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