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  • Rito dell’Uomo Cervo – Gl’Cierv, l’antico rito rituale di Castelnuovo al Volturno attira migliaia di visitatori

    Si è conclusa con straordinario successo l’edizione 2026 de Il Rito dell’Uomo Cervo – Gl’Cierv, l’antico rito rituale di Castelnuovo al Volturno (IS), che si è svolto il 14 e 15 febbraio 2026. L’evento ha registrato una partecipazione di migliaia di persone, tra residenti, visitatori provenienti da fuori regione, appassionati di tradizioni popolari e turisti, confermando la sua centralità come appuntamento culturale e identitario nel calendario italiano delle manifestazioni di patrimonio immateriale.

    Per due giorni il borgo si è animato di suoni, colori e simboli, accogliendo visitatori in un clima di festa e condivisione. Piazza, vie e spazi espositivi hanno ospitato attività di ogni tipo, dai laboratori per bambini alla parata musicale, dalle esposizioni tematiche alle performance artistiche, contribuendo a rendere l’esperienza di Gl’Cierv coinvolgente per tutte le età.

    Un momento di grande rilievo è stata la partecipazione dei Mamuthones e Issohadores di Mamoiada (Sardegna), ospiti d’onore dell’edizione 2026. In occasione della manifestazione, è stata acquisita per il Museo della Maschera una delle loro maschere originali, un gesto simbolico di grande prestigio che arricchisce la collezione museale e rafforza il valore identitario del percorso di valorizzazione iniziato dall’APS Il Cervo. La presenza delle maschere sarde ha suscitato forte interesse tra i visitatori, evidenziando il dialogo tra riti tradizionali differenti ma complementari. Altro momento importante, è stata la presenza degli ospiti internazionali Survakari di Pernik (Bulgaria), provenienti dal celebre Carnevale di Pernik, iscritto nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO: la loro partecipazione ha conferito all’edizione 2026 un respiro europeo e internazionale, rafforzando il dialogo tra comunità legate da tradizioni ancestrali comuni.

    La manifestazione ha incluso anche un convegno di approfondimento, intitolato “Gl’Cierv: un mito diventato la storia di un paese”, che ha visto la partecipazione di studiosi, antropologi e rappresentanti istituzionali. I lavori hanno esplorato le radici storiche del rito, il suo linguaggio simbolico e il ruolo contemporaneo delle pratiche tradizionali nella costruzione di identità culturale.

    Accanto agli appuntamenti principali, grande riscontro hanno avuto le attività collaterali: i laboratori didattici per famiglie, la mostra artistica “Mainarde Oniriche”, la parata dell’Orchestra di Organetti Volano i Mantici e le altre iniziative diffuse nel centro storico, e il concerto della Terza Classe il sabato, che hanno contribuito a creare un’atmosfera partecipata e dinamica.

    Particolarmente apprezzati sono stati i servizi di supporto alla fruizione dell’evento: il servizio navette gratuito ha facilitato gli spostamenti da e per le aree di parcheggio, mentre l’area ristoro con stand attrezzati ha garantito ospitalità e comfort per l’intero arco della manifestazione, favorendo momenti di socialità e convivialità tra i visitatori.

    Il momento culminante della due giorni è stata, come da tradizione, la rappresentazione rituale de Il Rito dell’Uomo Cervo, seguita da un pubblico numeroso e attento che ha assistito con partecipazione alla messa in scena simbolica del ciclo di morte e rinascita della natura, nelle sue eleganti e potenti sequenze coreografiche.

    La riuscita dell’edizione 2026 conferma Gl’Cierv come evento di riferimento per la cultura immateriale italiana, capace di coniugare partecipazione popolare, rigore antropologico e valorizzazione del territorio. In particolare, la collaborazione con i Mamuthones e l’inserimento della maschera nel Museo della Maschera rappresentano un passo significativo nel consolidamento di un progetto culturale che guarda al futuro, alla trasmissione dei saperi e alla costruzione di nuove sinergie tra arte, tradizione e comunità.

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