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mercoledì 1 Luglio 2026
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Adesione alla gestione idrica di Grim, la consulta civica di Chiauci dice “no”. Sferra: «Inutile macchina burocratica»

È visibilmente soddisfatto Antonio Sferra, sindaco e fautore del “Patto di Chiauci”, per il successo ottenuto dall'iniziativa. Nei mesi scorsi aveva istituito la "Consulta dei Rappresentanti Civici" che si è riunita per la prima volta in questi giorni.…

È visibilmente soddisfatto Antonio Sferra, sindaco e fautore del “Patto di Chiauci”, per il successo ottenuto dall’iniziativa. Nei mesi scorsi aveva istituito la “Consulta dei Rappresentanti Civici” che si è riunita per la prima volta in questi giorni. L’assemblea è formata dai rappresentanti delle famiglie, dei proprietari di immobili siti nel Comune, ma non residenti, e delle attività economiche e culturali del paese.

«È un momento storico – afferma orgoglioso il sindaco – perché per la prima volta, dopo secoli di governo centralizzato, alla popolazione è concretamente riconosciuto il diritto di esprimersi su problemi di gestione del territorio, invece di delegare il consiglio comunale a prendere le decisioni». Il problema dibattuto è particolarmente importante: si tratta, infatti, di decidere se aderire o meno alla Gestione Risorse Idriche Molisane, cioè se far gestire da questa società l’intera rete idrica, ipotesi che aveva lasciato dubbiosi moltissimi cittadini. E la risposta è stata unanime: tutti i rappresentanti, nessuno escluso, hanno detto chiaramente «No» alla cessione della rete idrica pubblica alla Grim. 

Ma come funziona la Consulta? Lo spiega sinteticamente il vicesindaco, Marco Di Pilla: «Abbiamo indetto una riunione degli stessi rappresentanti, nel corso della quale abbiamo esposto il problema. Quindi le decisioni sono state lasciate alle discussioni in famiglia, in parrocchia e negli usuali luoghi di ritrovo. Questo per risparmiare tempo; poi ci si è limitati a votare, ad esprimere la decisione finale. È un sistema per far partecipare tutti, concretamente, alla vita amministrativa. E la risposta è stata davvero entusiasta in termini di partecipazione numerica e di interesse dimostrato. Chiauci è il comune capofila di questo esperimento che speriamo si possa diffondere in tutto il Molise e non solo».

Anche a Poggio Sannita ha vinto le elezioni una lista che aveva proposto di istituire una propria Consulta dei Rappresentanti Civici e addirittura in Francia il Movimento Oikominarchista, formato da un gruppo di docenti universitari, sta attivamente studiando il “Patto di Chiauci” e al Manifesto di Isernia che lo ha ispirato. Cosa comporta la decisione della popolazione?

Antonio Sferra è chiaro: «Non possiamo nascondere l’importanza della decisione popolare – per di più presa a totale unanimità – per una decisione che farebbe sviluppare una inutile macchina burocratica che rischia di far lievitare enormemente i prezzi e i tempi di intervento, danneggiando così gli utenti. E’ un sistema che forse va bene nelle città maggiori, come Isernia e Campobasso, ma non certo per i piccoli paesi, che possono risolvere i problemi alla rete idrica direttamente, più velocemente e in maniera meno costosa. Tra l’altro, questa è l’applicazione pratica del fondamentale “principio di sussidiarietà” che è un elemento fondamentale della Dottrina sociale della Chiesa e che è presente anche all’interno della Costituzione. Inoltre, il “Patto di Chiauci”, la Consulta, è il primo passo perché la “gente comune” torni ad interessarsi della politica, anziché assistere impotente, lamentandosi e magari limitandosi a minacciare di votare qualcun altro ogni cinque anni».

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