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venerdì 3 Luglio 2026
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Ospedale, Saia duro: «Ai commissari consiglio un ripasso dei documenti e una lettura attenta della nostra Costituzione»

«Le ultime dichiarazioni dei commissari alla sanità, Bonamico e Di Giacomo, sul Piano Operativo 2026-2028 sono irricevibili. I due tecnici governativi, commentando il loro operato, non hanno parlato di tagli, ma di una ‘necessaria riorganizzazione’. E, ancora, hanno…

«Le ultime dichiarazioni dei commissari alla sanità, Bonamico e Di Giacomo, sul Piano Operativo 2026-2028 sono irricevibili. I due tecnici governativi, commentando il loro operato, non hanno parlato di tagli, ma di una ‘necessaria riorganizzazione’. E, ancora, hanno spiegato che la nuova rete ospedaliera è concepita “per rispondere in modo efficace ai bisogni di salute della popolazione molisana”. Credo che queste parole palesino un totale distacco dalla realtà della nostra regione e uno scollamento profondo dalle richieste dei cittadini. In fondo, penso che le vere necessità dei molisani i commissari non le abbiano mai ascoltate, anche perché non li ho visti nelle piazze e hanno scelto di non partecipare a diverse riunioni della Conferenza dei Sindaci, organizzate prima della presentazione del nuovo Piano Operativo».

Queste le parole del sindaco di Agnone e presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia, a commento delle dichiarazioni dei commissari ad acta alla sanità secondo i quali, appunto, il loro piano operativo non contempla dei tagli ai servizi, ma semplicemente una riorganizzazione necessaria della rete ospedaliera.

«I territori, però, hanno parlato chiaro. – riprende Saia – Ad Agnone i cittadini hanno chiesto la tutela del ‘Caracciolo’ come ospedale di area particolarmente disagiata, hanno chiesto la difesa del Pronto Soccorso. I commissari sbandierano il rispetto del DM 70/2015, ma dimenticano che è proprio quel decreto a sancire lo status particolare del nostro presidio. Consiglio, quindi, un adeguato ripasso del documento e una lettura attenta della nostra Costituzione, che riconosce pari dignità a tutti i cittadini. Un diritto importante che, con la riconversione del Caracciolo, verrebbe calpestato. I residenti dell’Alto Molise pagano le tasse come tutti, ma non avrebbero servizi essenziali garantiti invece altrove. E senza servizi si sa cosa succede: la gente fugge, le scuole chiudono, lo sviluppo si arresta.

Durante le manifestazioni, con numerosi sindaci, ho ascoltato le richieste di ogni persona. Ci sono i cittadini che chiedono di poter far nascere i propri figli in provincia di Isernia, nel reparto maternità del ‘Veneziale’. Vogliamo davvero costringere i cittadini a non usufruire dell’unico punto nascite nella provincia in cui risiedono? Ci sono, poi, altri cittadini preoccupati per il reparto di Emodinamica a Termoli: in caso di malore, esigono un servizio vicino e funzionante, non un reparto tagliato. E c’è chi vive nei territori più interni della regione che chiede una prima assistenza di prossimità garantita dalle guardie mediche.

Per onorare tutte le voci di tutti questi cittadini e per far sì che non restino inascoltate, noi continueremo la nostra battaglia, sia legale che politica. In attesa della decisione del TAR Molise sulla domanda di sospensiva, prevista per il 15 luglio, non ci arrendiamo. Chiediamo un equilibro dei servizi sanitari che non lasci indietro nessuno.

Perché il nuovo Piano Operativo attua dei tagli, non delle riorganizzazioni. Se per far quadrare i conti l’unica soluzione era tagliare tutto, a questo punto i Commissari alla sanità non sarebbero nemmeno serviti. Anzi, a fare i commissari così saremmo stati bravi tutti».

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