Dal sudore della falce all’armonia della tavola: la seconda edizione della festa della mietitura a Belmonte del Sannio è stata un successo. «Abbiamo fatto un viaggio nel tempo. – spiegano dall’amministrazione comunale, che ha dato supporto al gruppo Progetti Belmonte che ha organizzato l’evento – Abbiamo rivissuto i ritmi lenti e faticosi di un tempo, quando la mietitura si faceva a mano, con la classica falce che accarezzava le spighe dorate, un gesto antico che portava con sé tutta la fatica e la dedizione dei nostri nonni. Poi, il salto verso il presente. Il rumore potente delle mietitrebbie meccaniche ha preso il posto del lavoro manuale, trasformando ore di fatica in pochi, precisi passaggi. È impressionante vedere come la tecnologia abbia cambiato il volto dell’agricoltura, ma la vera anima della giornata è rimasta la stessa. La vera magia è ciò che resta immutato: la nostra comunità».

Nonostante il progresso, la trebbiatura resta per una giornata di festa, anche se oggi, a differenza del passato, la vocazione agricola dei piccoli centri montani dell’Alto Molise va progressivamente spegnendosi, salvo qualche eroica eccezione. La trebbiatura, come anche altre fasi legati al mondo agricolo, è ancora un momento durante il quale ci si ritrova tutti uniti per celebrare il raccolto.

«E quando la mietitrebbia di Edmondo si è spenta, – continuano dall’amministrazione comunale – è arrivato il momento più atteso della giornata. Ci siamo seduti tutti insieme a tavola per goderci i sapori autentici della nostra terra, rigorosamente coltivati nell’agro di Belmonte: dalle immancabili sagne e fagioli fatte con la farina dell’anno precedente, alla mitica e insuperabile panonda belmontese, il tutto accompagnato da un eccellente bicchiere di tintilia e montepulciano».

Tra una chiacchiera, una risata e la voglia di stare insieme, si è conclusa in perfetta armonia e convivialità questa seconda edizione della mietitura. «Un ringraziamento speciale e di cuore va a tutti coloro che hanno collaborato per la riuscita di questo evento straordinario. – chiudono dal Comune di Belmonte del Sannio – Grazie perché senza l’impegno di ognuno di voi tutto questo non sarebbe possibile. La tecnologia cambia, ma il valore di una comunità unita e delle nostre tradizioni non passerà mai di moda».

Sullo sfondo delle belle foto della giornata, il viadotto “Longo” sul Sente, chiuso al traffico dal 2018, divenuto ormai il monumento nazionale dell’abbandono delle “terre di mezzo”, le aree interne, da parte della politica.
Francesco Bottone